PHOTO
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, firma il Patto delle Chiese cristiane in Italia
Un evento davvero storico a Bari, dove si sta concludendo il primo Simposio delle Chiese Cristiane che sono in Italia. Radunati attorno al tema la “Via italiana del dialogo”, i 120 delegati cattolici, anglicani, ortodossi, protestanti e evangelici in rappresentanza di 20 diverse comunità ecclesiali si sono ritrovati il 23 e 24 gennaio nel capoluogo pugliese.
Una città scelta per la sua storica vocazione al dialogo ecumenico, in particolare con l’Oriente cristiano. Il cuore della convenzione sono le due magnifiche chiese di Bari Vecchia: la Cattedrale di san Sabino e la Basilica di San Nicola.
Il simposio è il punto di arrivo di un lavoro ecumenico iniziato tre anni fa, quando fu istituito un apposito Tavolo, nato come esigenza di base nel corso di numerosi contatti ecumenici. L’anima cattolica del simposio, e certamente uno dei protagonisti del cammino ecumenico in Italia in questi ultimi anni è don Giuliano Savina, il carismatico direttore dell'Ufficio per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della CEI. Presenti anche numerosi vescovi, presbiteri, teologi e laici cattolici.
Venerdì sera i pastori delle chiese in Italia hanno salutato i presenti con una suggestiva cerimonia: il cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, il Metropolita d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale Polykarpos, il Pastore Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Rev.da Jules Cave Bergquist, della Chiesa d’Inghilterra in Italia. Si è trattato di una vera assemblea ecumenica nazionale, la prima di questo genere.
Il momento più suggestivo, che alcuni presenti hanno descritto come commuovente, è stata la firma del Patto tra Chiese cristiane in Italia da parte dei venti responsabili delle Chiese cristiane. Un evento storico, in quanto si tratta del primo Patto di questo tipo firmato a livello nazionale. Il firmatario, per la chiesa in Italia, lo stesso presidente della Cei, card Zuppi. Il Patto è certamente un punto di arrivo assai significativo, ma è anche una promettente novità carica di futuro. Composto di sei brevi e densi articoli, nel Patto le chiese cristiane si riconoscono come sorelle e non rivali, evitando competizione, prevaricazione e proselitismo e ricercando sempre il dialogo, anche quando ci sono importanti diversità di vedute. Si impegnano alla testimonianza della fede nello spazio pubblico, rispettando la laicità e in dialogo con la società. E le chiese si impegnano a promuovere la libertà e la pari dignità di ogni confessione cristiana di fronte allo stato.
La giornata di sabato è stata dedicata ai “laboratori” o gruppi di lavoro, che si sono ritrovati in chiese storiche del centro per individuare nuove vie e percorsi di relazioni reciproche sui territori a servizio della pace, del bene comune e della coesione sociale. I laboratori di lavoro e confronto, nei quali si sono suddivisi i delegati, hanno trattato i temi dell’ecumenismo come grammatica della pace, come dono per lo spazio pubblico, come cura della spiritualità, come sapienza delle differenze. Dalla sintesi del lavoro dei laboratori si traggono le indicazioni per il cammino ecumenico dei prossimi due anni, in vista della prossima convocazione.
Molto spazio è stato dato alla preghiera comune in Cattedrale e a San Nicola. Nel mattino di sabato 24 gennaio diverse confessioni hanno guidato la preghiera secondo la propria tradizione in luoghi significativi della città. Lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù, è stato spesso invocato, come il vero convocatore del simposio, e come l’anima del cammino diverso.
Venerdì 23 sera, all’insegna del primato della bellezza, presso la basilica di San Nicola è stato proposto il concerto-meditazione “Nikòlaos – Tra Oriente e Occidente”, dedicato appunto al Santo patrono della città. E sempre sabato sera, nella Basilica di San Nicola, il simposio si è concluso con una celebrazione ecumenica.
---------------------------------
IL TESTO INTEGRALE DEL PATTO
«Cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce, quella unità che viene dallo Spirito Santo. Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo. Uno solo è Dio, Padre di tutti» (Ef 4,3-6)
Articolo 1 – Fondamento della comunione
Riconosciamo che la nostra unità ha la sua sorgente in Cristo Gesù, unico Signore e Salvatore, e che lo Spirito Santo ci guida a costruire relazioni di comunione autentica. Confessiamo che ogni divisione e incomprensione tra le nostre Chiese è una ferita al Corpo di Cristo e manifesta il peccato delle Chiese. Imploriamo la grazia divina del perdono e della riconciliazione reciproca.
Articolo 2 – Impegno al rispetto reciproco
Le Chiese firmatarie di questo Patto si impegnano a riconoscersi e rispettarsi vicendevolmente come comunità cristiane animate dal medesimo Spirito, evitando ogni forma di competizione, proselitismo o prevaricazione. Pertanto, ci impegniamo a garantire la nostra fedeltà al Patto: l’opzione per il dialogo è una scelta da percorrere con determinazione anche quando le posizioni divergono e quando le pressioni interne o esterne alimentano fratture e dissidi tra noi e potrebbero dividerci. Ogni comunità custodirà la propria identità confessionale nella verità e nell’amore, accogliendo l’altra come sorella nella fede. Ci impegniamo a pregare e a lavorare per rimuovere ciò che ancora oggi ci separa con dolore.
Articolo 3 – Collaborazione per la coesione sociale e il bene comune
In obbedienza al comandamento dell’amore e al mandato evangelico, ci impegniamo a cooperare in favore della giustizia, della pace e della solidarietà tra gli uomini e le donne del nostro tempo. In particolare, le nostre Chiese si adopereranno con spirito di servizio per: la tutela della dignità di ogni persona creata a immagine di Dio; la promozione della pace e del dialogo tra popoli, culture e religioni; l’accoglienza dei poveri, dei migranti, degli emarginati e di quanti soffrono; la custodia del creato come dono affidato alla nostra responsabilità comune; la lotta contro l’antisemitismo, l’islamofobia e ogni altra forma di discriminazione religiosa.
Articolo 4 – Testimonianza comune
Desideriamo rendere visibile l’unità della fede attraverso la preghiera comune, l’ascolto condiviso della Parola di Dio e l’azione solidale nelle nostre città e comunità. Siamo consapevoli che solo una testimonianza concorde, pur nella diversità, può essere segno credibile dell’amore di Cristo per il mondo. Ci impegniamo a collaborare per riuscire ad annunciare nel modo migliore il Vangelo nella società secolarizzata e post-secolare. Ci impegniamo ad assumere una presenza pubblica della Chiesa rispettosa della laicità e in dialogo con la società. Ci impegniamo a promuovere la libertà e la pari dignità di ogni confessione cristiana e religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società» (art. 4, co. 2, Cost.). Ci impegniamo al rispetto della libertà di coscienza di ogni persona. Ci impegniamo a perseguire la libertà religiosa per ogni persona.
Articolo 5 – Impegno permanente
Le Chiese firmatarie si impegnano a mantenere un dialogo costante e fraterno, attraverso incontri periodici di preghiera, di discernimento e di collaborazione concreta. Ogni Chiesa si farà promotrice, al proprio interno, di iniziative che favoriscano la conoscenza e la stima reciproca tra i fedeli delle diverse confessioni cristiane. Ci impegniamo, pertanto, a chiedere a tutte le nostre comunità presenti nel territorio di stilare ogni anno un preciso programma di lavoro.
Articolo 6 – Invocazione finale
Affidiamo questo Patto alla misericordia di Dio, perché lo benedica, lo custodisca e lo renda fecondo. Preghiamo lo Spirito Santo affinché ci rinnovi nel cuore e ci conduca verso quella piena comunione che solo Lui può realizzare: «perché tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21).
Conclusione
Firmato in spirito di fraternità e di pace a Bari, il 23 gennaio 2026
Firmatari
Chiesa cattolica – Matteo Maria Zuppi
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia – Polykarpos
Diocesi Ortodossa Romena – Siluan
Chiesa Evangelica Luterana in Italia – Carsten Gerdes
Chiesa Ortodossa Bulgara – Ivan Ivanov
Chiesa Evangelica Valdese – Alessandra Trotta
Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia – Alessandro Spanu
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – Daniele Garrone
Chiesa Evangelica della Riconciliazione – Giovanni Traettino
Chiesa Apostolica Armena d’Italia – Nerses Harutyunyan
Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia – Ambrogio Matsegora
The Church of England – Jules Cave Bergquist
Chiesa Serbo Ortodossa – Dusan Dukanovic
Esercito della Salvezza – Lidia Bruno
Chiesa Copta di Milano – Shenuda Gerges
The Church of Scotland – Tara Curlewis
Opera per le Chiese Evangeliche Metodiste in Italia – Luca Anziani
Comunione Chiese Libere – Eduardo Zumpano








