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Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Opere dalla Diocesi
Il 25º anniversario del Museo Diocesano Carlo Maria Martini «non è un traguardo, ma una tappa», suggerisce monsignor Luca Bressan durante la conferenza stampa di presentazione delle prossime celebrazioni. Si inserisce in un lungo percorso, voluto e pensato da importanti figure arcivescovili della storia milanese, culminato nell'inaugurazione del 2001 da parte del cardinale Carlo Maria Martini.


«Come si può cercare il bello quando nel mondo c'è tanto male?», si chiedeva il cardinale, a partire da alcune riflessioni di Dostoevskij. Un pensiero che attraversa il tempo e interroga il presente, soprattutto alla luce delle derive violente che hanno caratterizzato alcune manifestazioni delle ultime settimane a Milano. Bressan propone, quindi, un ritorno al bello come possibile via d'incarnazione della fede, uno strumento di salvezza attraverso «l'amore che condivide il dolore». «Le seconde generazioni che abitano le periferie non hanno mai visitato il centro: abbiamo bisogno che respirino la nostra cultura», ha aggiunto.
È anche da questa prospettiva che nasce la scelta di aprire gratuitamente le porte del Museo all'intera cittadinanza il prossimo 5 novembre, giorno delle celebrazioni. «Siamo voluti partire dal pubblico per festeggiare», spiega Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano. «Abbiamo pensato a una giornata a ingresso gratuito, dalle 10 alle 20, in modo che il biglietto non rappresenti un ostacolo per nessuno. Lo staff sarà a disposizione per l'intera giornata per le visite guidate». L'idea è che l'istituzione museale si avvicini alle persone e condivida con loro, in maniera orizzontale, la giornata dedicata a questo importante anniversario.


Tre le grandi esposizioni che accompagneranno il Museo nel corso dell'anno. L'Annunciazione di Artemisia Gentileschi è già visitabile e resterà in mostra fino al 31 gennaio. Il 19 novembre inaugurerà Gente d'Italia. Fotografie 1949-1968, a cura di Isabella Garolla e Uliano Lucas, dedicata a Federico Garolla, maestro della fotografia neorealista italiana, che raccontò i contrasti dell'Italia degli anni Cinquanta attraverso volti noti e gente comune.
Tra dicembre e gennaio sarà invece esposto il Presepe di carta di Francesco Londonio, in dialogo con altri presepi di carta provenienti dal Museo del Presepio di Dalmine, in provincia di Bergamo. Infine, il prossimo marzo verrà inaugurata una nuova sala dedicata al ciclo di affreschi Via Crucis di Gaetano Previati, concepito dall'artista come un'unica sequenza in cui le scene si susseguono senza soluzione di continuità.








