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Nel Sanremo dei saluti alle mamme, ai figli, dei padri nei duetti, del vogliamoci bene, degli appelli alla pace, non poteva non vincere l’inno all’amore consacrato da Dio, ovvero Per sempre sì di Sal da Vinci.


Con Tu mi piaci tanto, al secondo posto Sayf, che la mamma tunisina l’ha portata anche sul palco, il volto nuovo con i capelli rasta gli occhi da bambino, amato dai giovani, che si muove tra rap, jazz e cantautorato.
Al terzo posto Che fastidio! di Ditonellapiaga, che oltre a essersi aggiudicata la serata delle cover vicne anche Premio Gianfranco Bigazzi per la miglior componimento musicale
Al quarto posto Arisa, con Magica favola
Al quinto posto l’accoppiata Fedez e Masini, sperimentato lo scorso anno nei duetti, ha convinto con il lo mix di voci così diverse, di melodia e rap, che in Male necessario giocano con il personaggio “maledetto” sulla via della redenzione, con frasi ben costruite tra cui sicuramente più a effetto è «La gente pudica giudica/Che brutta gente che frequenta Fedez/Ma ci si dimentica sempre che Giuda/Se la faceva con gente per bene. E non è un caso che a questo testo vado Il premio Sergio Bardotti per miglior testo
Sala stampa e Ariston hanno salutato l’annuncio della posizione di retrovie di Qui con me Serena Brancale con ola di delusione: la struggente canzone dedicata alla madre scomparsa aveva toccato molti cuori, unita alla voce bellissima della cantautrice pugliese al suo terzo Sanremo con un brano assai diverso dal suo solito repertorio. Può però consolarsi con il premio Tim per il brano che ha trasmesso più emozione. «È stato il Sanremo più importante fatto sinora, perché mi sono liberato dal mio dolore», ha dichiarato commossa.
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