La ricerca che Ipsos ha realizzato per Medici nel Mondo rivela un dato di fatto per la nostra nazione: ovvero che l’educazione sessuoaffetiva a scuola è al tempo stesso necessaria ma assente nella vita degli adolescenti.

La questione in Italia è molto complessa, perché è stata posizionato al centro di un conflitto ideologico tra chi la ritiene fondamentale nel percorso di crescita dei minori del terzo millennio e chi invece ne auspica la rimozione dai curricola scolastici (in cui tra l’altro non è inserita) perché il rischio è che venga proposta da educatori non all’altezza del ruolo e sospettati di indottrinare i minori secondo principi non adeguati ( o per alcuno contrari) ai loro bisogni fase-specifici.

Da questa “querelle” la nostra nazione non è mai riuscita a venirne fuori. Lo dimostrano le circolari ministeriali che negli ultimi anni si sono susseguite sull’argomento, rivendicandone prima la necessità all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, pur con la preventiva approvazione genitoriale e l’eventuale diritto di mamme e papà di far astenere il proprio figlio da tale attività. Poi le circolari hanno fatto dietrofront, obbligando a non erogare questi interventi educativi nella scuola dell’infanzia e primaria e permettendone la realizzazione solo nella secondaria.

Come dimostrano i dati IPSOS, i ragazzi quando diventano sessualmente attivi sembrano ignorare, in percentuale rilevante, le norme basilari per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e la stessa contraccezione sembra più emergenziale che programmata e responsabile.

Scuola e giovani

Lo psicologo a scuola? Non è una sciocchezza

Lo psicologo a scuola? Non è una sciocchezza
Lo psicologo a scuola? Non è una sciocchezza

Inoltre, emerge un dato che oggi per noi operatori e specialisti di età evolutiva è ormai evidenza consolidata: per molti adolescenti, soprattutto di sesso maschile, la pornografia rappresenta la principale fonte di educazione sessuale. Che naturalmente si rivela essere diseducativa e totalmente carente rispetto alla dimensione emotiva, affettiva e relazionale della sessualità.

In un contesto socio-culturale come il nostro, dove la sessualità eccitatoria è spinta al massimo, dove chi cresce viene esposto a continue sollecitazioni e immagini connotate sessualmente dal mondo del mercato senza ottenere alcun direzionamento educativo, il rischio principale è che chi cresce si metta a fare sesso in modo irresponsabile e non rifletta mai sul fatto che gli esseri umani sono gli unici tra le specie viventi a poter mettere la loro sessualità a servizio non del semplice fare sesso, ma del più complesso “fare l’amore”.

La sessualità deve essere accompagnata ed educata nel tempo della crescita, perché solo grazie all’educazione può trasformarsi da “agito” che procura piacere ed eccitazione a dimensione della vita che costruisce intimità, all’interno di una relazione connotata da responsabilità, rispetto ed empatia. Noi medici sappiamo che serve fornire a chi cresce informazioni sanitarie, ma anche competenze emotive e socio-relazionali perché possano rendere la sessualità un fattore che contribuisce a generare salute e benessere nell’individuo e non a immettere rischio e malattia nella vita dei giovanissimi. Tra l’altro, sempre lo studio IPSOS mostra che i ragazzi stessi reclamano a gran voce l’ingresso di tale educazione in ambito scolastico. Speriamo che il mondo adulto, anche alla luce dei dati che la ricerca mette in evidenza, comprenda che questo tema deve diventare sempre più educativo e preventivo e sempre meno ideologico.