Caro don Stefano, è proprio vero: la pornografia ci mostra in modo semplicistico qualcosa di molto più complesso.

Non mi piace che vendiamo tutto per poco, nessun valore può comprare un atto tanto importante nella nostra vita. Mi sembra assurdo che si mercifichi la parte più intima di noi, che dovrebbe essere presentata con calma, pazienza, rispetto.

L’uomo è una creatura fantastica, capace di creare cose straordinarie. Dio ci ha dato questa facoltà per essere migliori.

Ma, chissà per quale motivo, l’uomo sembra volersi male, anche nel campo della sessualità. Mi chiedo: perché non ne parla in modo normale, tra amici, con il dovuto rispetto e tempo? Invece no, usiamo la parola “sesso” in modo improprio. E per le ragazze spesso ancora a bassa voce. Ma non è una cosa sporca! A meno che non lo si riduca a mero animalismo. Facciamo le peggio cose con questo atto prezioso, perché in realtà non ne sappiamo niente.

L’educazione è tutto, sin da bambini. Se non se ne parla prima, allora iniziamo a farci domande e vogliamo sapere. Ma a te sembra giusto il modo in cui lo si fa ora? A otto anni puoi digitare sulla tastiera ed escono le peggiori cose. E impari il solito giochino: “uomo dominante, donna sottomessa”. E, ancora peggio, iniziamo a crederci.

Sto imparando ultimamente che l’amore è come un soffio sul viso, è delicato e non ti nuoce se è vero. Ti mette davanti a te stessa e ti mostra il vero, l’autentico “te” senza inganni. Ti fa sentire leggera e ti fa rilassare le spalle. A volte può fare paura, perché è un salto nel vuoto e per nulla semplice da accettare. Ma è una paura che ti stuzzica, ti vuole far capire. Non accelera nulla. Ti aspetta. Ho letto il Cantico dei Cantici come mi hai suggerito tu, ed è veramente bellissimo. Il primo capitolo sembrava parlare di me: una ragazza scura, piena di gioielli…

Con un mio amico ci siamo confrontati. È stato motivante e dolce, perché abbiamo capito quanto a volte sia difficile “non fare nulla” con una persona quando si è insieme, sull’avere pazienza… E ci troviamo sempre lì: avere pazienza è meglio, e anche più bello. L’amore è pazienza e preghiera. È chiedere di essere guidati sulla strada giusta. Per questo ci vuole tempo. Ho capito che il tempo in realtà è dalla nostra parte e che ci aiuta a capire cos’è di noi che dobbiamo migliorare o sistemare, così che Dio ci trovi belli pronti per il prossimo passo. Poi nella nostra via, chissà chi troviamo…

È impossibile, allora, ridurre a qualche minuto di video porno un sentimento enorme come questo, che anche io sto scoprendo piano piano. E chi lo fa, mente. Non mente chi, invece, si mette in ascolto e aspetta, chi trova il bello nello stare insieme, nel suonare la chitarra e addormentarsi, parlarsi e ridere, guardarsi negli occhi e accarezzarsi e, magari più in là, mentre si farà l’amore, scoprire che davanti si ha la persona del cuore che, chissà, sarà “per sempre”…

Irene, 18 anni

Cara Irene, ecco il nucleo del tema della differenza tra pornografia e amore vero: perché mercificare una dimensione così profondamente umana come il sesso? Grazie, allora, per questa tua lettera, che continua il nostro dialogo sull’amore umano.

In ciò che scrivi c’è già il seme buono che darà frutto a suo tempo: il desiderio di verità, di rispetto, di bellezza. Hai colto un punto essenziale, parlarne. So che è difficile parlarne seriamente fra ragazzi, in fondo è sempre calato un senso di pudore su questi temi, e allora… ci si scherza sopra e si banalizza il tema.

Invece la sessualità è la forma più completa e feconda del dire: “Ti amo”. Non qualcosa di sporco e di cui vergognarsi. Diventa tale solo quando la si svuota del suo significato e ridotta a consumo, a possesso.

La pornografia, certo, ma anche il libertinaggio rendono l’altro, l’altra, un oggetto, spogliandolo/a della sua dignità, della sua unicità. Uno strumento di godimento. Non è moralismo, ma l’invito a guardarne il bello, il buono e il vero, quei valori che edificano la persona umana.

La pornografia, come dici bene, semplifica e distorce ciò che è complesso e addirittura sacro. Non racconta l’incontro tra due persone, ma mette in scena un’illusione dove l’altro non è più un volto, bensì un oggetto. È per questo che lascia il vuoto: promette tanto e restituisce poco, perché manca di relazione, di dono, di verità. Se noi adulti non educhiamo voi ragazzi a testimoniare la forza e il linguaggio vero dell’amore, altri parleranno al posto nostro. E spesso lo faranno in modo povero e disumanizzante. L’educazione affettiva è fondamentale: non solo informazione, ma soprattutto accompagnamento e testimonianza.

Mi ha colpito molto ciò che scrivi sull’amore: quel “soffio sul viso” è un’immagine bellissima. L’amore vero non forza, non consuma, non brucia le tappe. Attende. Custodisce. Fa crescere. E, sì, può far anche paura perché è un’uscita da sé, è l’inaugurazione di un tempo nuovo, della condivisione di spazi che chiedono impegno, verità e libertà, quella che sa rinunciare per esplodere a tempo debito. Ma è proprio per questo che è autentico.

Il tempo e l’attesa, che possono sembrare nemici perché tolgono, sono invece alleati preziosi, perché restituiscono moltiplicato a tempo quando il frutto sarà maturo. Permettono di conoscersi, di purificare i desideri, di imparare il rispetto reciproco. La pazienza non è privazione, ma maturazione. È lo spazio in cui l’amore diventa solido, capace di durare.

Hai fatto un grande dono a te stessa leggendo il Cantico dei Cantici: lì troviamo un amore che è insieme umano e divino, corporeo e spirituale, senza contrapposizioni. È la prova che Dio non ha paura della nostra umanità, ma la eleva, la illumina, la rende piena.

Continua su questa strada, Irene: quella dell’ascolto, della delicatezza, della verità. Non avere fretta. Ciò che è grande ha bisogno di tempo. E se custodirai questo sguardo, saprai riconoscere un amore che non ti usa, ma ti accoglie; non ti consuma, ma ti fa fiorire. Ti accompagno con la preghiera.