Sì, sono ancora innamorato della mia compagna, dopo dieci anni di convivenza. Molte volte le ho proposto il matrimonio religioso, ma lei non ci sta. Ora però mi ha concesso il matrimonio civile in Comune, lo stiamo preparando, con qualche invitato. A volte questo mi sembra già un passo, a volte mi fa solo tristezza e mi chiedo: cosa posso fare?

Giorgio

– Provo a risponderti su due piani, caro Giorgio.

Il primo: alla vostra convivenza è mancato un patto iniziale. Ora hai trentacinque anni e dieci anni fa vi siete “messi insieme” senza progetto, come si fa nella spinta emotiva, del tipo: stiamo bene insieme e tanto basta.

Tu coltivi il desiderio che il vostro stare insieme sia coronato da una ufficialità che però ti è “concessa” (termine che non mi piace) solo con il matrimonio civile. Rispetto al tuo sogno, lo so, questa “concessione” ti rende triste.

Il secondo piano riguarda proprio questo punto: perché lei ti nega il matrimonio religioso? Perché – ti dice – il matrimonio religioso tra i suoi genitori è stato un disastro! Mancanza di rispetto, insulti reciproci, maltrattamenti... e una parte della bambina, figlia unica, che lei è stata è ancora là a odiare questo matrimonio religioso che per lei si è rivelato un legame che non solo non porta frutto, ma che diventa una catena insopportabile, come se quell’essersi “sposati in chiesa” fosse un’aggravante.

E così lei ha sognato la convivenza (che può essere troncata a ogni momento) come una sorta di assicurazione, di respiro, di autenticità. E lodala per questo! Dille che capisci la sua tremenda paura di un legame religioso e aiutala a “perdonare” il suoi genitori che hanno fatto del legame religioso una insopportabile catena!

Fede e spiritualità

Solo i matrimoni in chiesa sono indissolubili?

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