«Per me oggi è una giornata molto brutta». Esordisce così Patrizia Mercolino, mamma del piccolo Domenico Caliendo, morto a soli due anni il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato a causa dell’uso del ghiaccio secco al posto di quello naturale e di un box frigo non idoneo secondo le linee guida del Centro nazionale trapianti. Ieri è uscita la notizia che la sua famiglia riceverà dal nosocomio partenopeo «un risarcimento congruo e dignitoso», così l’ha definito l’avvocato Francesco Petruzzi.

«Io e mio marito Antonio abbiamo accettato immediatamente, senza pensarci un secondo, l’offerta del Monaldi, che resta privata: sulla cifra sono uscite solo illazioni perché non è mai stata detta nel rispetto della privacy. Abbiamo evitato un processo civile che avrebbe provocato ulteriore dolore, ma nessuna cifra ci ridarà nostro figlio e aspettiamo il processo penale per avere giustizia.

Mai avuto problemi con l’ospedale, ce l’ho con le persone che hanno fatto del male a mio figlio», sottolinea Patrizia. Ma vuole denunciare a chiare lettere la sofferenza per i commenti incresciosi che sono seguiti all’annuncio del risarcimento: «La mia famiglia ne sta risentendo tanto.

Persone ignoranti e maligne sui social, che non hanno niente di meglio da fare, stanno scrivendo cose offensive nei nostri confronti. A noi i soldi non interessano e non ci ridaranno Domenico, ma non è giusto che si rovini la vita di due bambini di 6 e 12 anni che hanno già perso un fratello. Devono vedere queste cose brutte sul telefonino e in tv. Io me le posso far scivolare addosso, non mi tocca nulla rispetto a quello che ho già perso».

In attesa dei prossimi passi del processo penale – «L’11 settembre dovrebbe avvenire la consegna degli atti per l’incidente probatorio» – Patrizia annuncia: «Se non finiscono questi commenti, inizierò a querelare chi dice queste malignità sui social». Intanto prosegue il suo impegno in memoria del figlio scomparso anche attraverso la Fondazione che porta il suo nome. «Vogliamo assistere chi si trova in situazioni simili alla nostra. Prima, durante e dopo. Chiunque soffra come abbiamo sofferto noi non deve sentirsi solo», scrive la mamma di Domenico sul sito della Fondazione.

Nel volume scritto a quattro mani con l’avvocato Petruzzi, “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare” (Piemme), ripercorre la nascita del suo terzogenito, la scoperta della malattia cardiaca, l’attesa del trapianto e il tragico epilogo.

Al momento risultano sette medici iscritti nel registro degli indagati della Procura di Napoli per omicidio colposo in concorso: tra loro i due cardiochirurghi che eseguirono il trapianto al Monaldi, Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, e la dottoressa Gabriella Farina, che eseguì l’espianto del cuore dal donatore all’ospedale di Bolzano. Oppido e Bergonzoni sono anche accusati di avere falsificato la cartella clinica del piccolo e per questo motivo il gip di Napoli li ha interdetti per un anno dalla professione medica.

L’11 settembre ci sarà l’udienza davanti ai giudici del Riesame chiamati dai legali dei due medici a rivalutare la misura nei loro confronti; prevista nello stesso giorno l’udienza davanti al Gip che fisserà la data entro la quale dovranno essere consegnate le relazioni sull’incidente probatorio disposto sui due cuori, quello di Domenico e quello espiantato a Bolzano. Dopo aver valutato il materiale, i Pm decideranno sulle richieste di rinvio a giudizio.