Un incontro a Roma, a ottobre, con tutti i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo. L’annuncio di papa Leone arriva nell’anniversario dei dieci anni dalla pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia da parte di papa Francesco con la quale, scrive il Pontefice attuale il suo predecessore «ha offerto alla Chiesa universale un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare». Un documento «frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia».

Prevost prende «atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie» e per questo chiede un momento di ascolto e di «discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali».

Un messaggio breve ma significativo quello di papa Leone. Ricorda infatti anche quei luoghi del mondo dove, per dirla con il Concilio, la Chiesa «non può diventare sale della terra» se non «per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie». È questo il motivo per cui in questo ambito bisogna rinnovare e approfondire l’impegno «affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo e i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa».

Papa Leone vuole proseguire il cammino sulla scia dell’Esortazione di papa Francesco e di quella (Familiaris Consortio) di Giovanni Paolo II, ma anche ricordando i documenti del Concilio che individuano nella famiglia «il fondamento della società», dono di Dio e «scuola di arricchimento umano».

Parla della «Chiesa domestica», del suo ruolo essenziale per l’educazione e al trasmissione della fede. E riprende il discorso di papa Francesco del 17 ottobre 2015, pronunciato durante la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, nel quale «invita a un “ascolto reciproco” all’interno del popolo di Dio, “tutti in ascolto dello Spirito Santo, “lo Spirito della Verità”, per conoscere ciò che Egli “dice alle Chiese”». E precisa che «non è “possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce”». Senza tenere conto delle fragilità e delle crisi.

«Amoris laetitia», scrive il Papa, «offre un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi: la speranza biblica della presenza amorevole e misericordiosa di Dio, che permette di vivere “storie di amore»” anche quando si attraversano “crisi familiari” (AL, 8); l’invito ad adottare “lo sguardo di Gesù” (AL, 60) e a stimolare senza stancarci “la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare” (AL, 89); l’appello a scoprire che l’amore nel matrimonio “dà sempre vita” (AL, 165) e che esso è “reale” proprio nel suo modo “limitato e terreno” (AL, 113), come ci insegna il mistero dell’Incarnazione».

Dell’esortazione il Pontefice mette in luce soprattutto «la necessità di sviluppare nuove vie pastorali», di «rafforzare l’educazione dei figli», l’invito alla Chiesa ad «accompagnare, discernere e integrare la fragilità». «Superando», scrive Prevost, «una concezione riduttiva della norma».

E sulla fragilità sottolinea, come già fece con i giovani a Tor Vergata, che «”la fragilità [...] è parte della meraviglia che siamo”: non siamo fatti “per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore”».

Riconoscere la fragilità continuando a mostrare la «bellezza della vocazione al matrimonio». È qui la sfida che la Chiesa deve accogliere «per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni». E per sostenere «le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea».

Infine un ringraziamento da parte del Papa ai Pastori, agli operatori pastorali, alle Associazioni di fedeli e ai Movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare, ma soprattutto a quelle famiglie che «nonostante difficoltà e sfide, vivono “la spiritualità dell’amore familiare [...] fatta di migliaia di gesti reali e concreti”».