Prima spiega il Vangelo, saluta i fedeli, prega per la pace e poi, senza nascondere nulla, annuncia ai fedeli che i medici gli hanno trovato, nel corso di alcuni controlli, «un nodulo circoscritto in fase iniziale al polmone». Il Pontefice ha specificato che «è stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire.

E allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni. Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale e mi affido alla vostra preghiera».

L’intervento è previsto al Gemelli e il tempo di ricovero, precisa la Sala Stampa vaticana, sarà di circa una settimana.

Al momento è confermato il viaggio in Perù del prossimo novembre.

Al Pontefice sono subito arrivati gli auguri e le preghiere del mondo laico e religioso. Tra i primi messaggi quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e quello della premier Giorgia Meloni.

Leone è seguito dal dottor Luigi Carbone, che i fedeli ricordano a fianco dell’infermiere Massimiliano Strappetti, durante la malattia che aveva portato al ricovero di papa Francesco. Specialista in medicina d’emergenza, il medico era stato nominato a giugno dello scorso anno da Prevost a XIV capo della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Prima di dare l’annuncio del suo ricovero papa Leone aveva pregato per la pace e chiesto che si sbloccassero le derrate alimentari ferme nel Mar Nero. «Il pane non può essere ostaggio della guerra», aveva detto affacciandosi dalla finestra del palazzo apostolico davanti a circa 25mila fedeli.