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A un certo punto, dentro la mia vita sghemba, è comparso Dio. Da allora prego quotidianamente. Il problema è che Dio è comparso mentre mi rendevo complice di qualcosa di brutto a cui non riuscivo ad oppormi. Come è possibile? Poi, mentre accadevano queste cose, supplicavo inizialmente Dio di far morire me invece dei tanti che vedevo sui giornali. È peccato desiderare di morire?
paolo
Dio non aspetta che diventiamo perfetti per venirci incontro. Al contrario, spesso entra nella nostra vita proprio quando siamo più feriti, confusi o, persino, complici del male. È accaduto a Pietro, che aveva rinnegato Gesù; a Paolo, che perseguitava i cristiani; al buon ladrone, che ha incontrato Cristo sulla croce. La sua presenza non giustifica il male, ma è l’inizio della liberazione da quel male. Può essere che in quel momento la tua fede non fosse abbastanza forte da farti opporre a quel “qualcosa di brutto” di cui parli. La fede è un cammino che non termina mai, non avviene d’un colpo. Cresce, rallenta, si ferma, al limite indietreggia. Ma lo Spirito la sospinge sempre avanti. Quanto al desiderio di morire, se quel desiderio esprimeva disperazione, affidalo al Signore senza paura. Lui non ti vuole morto, ma vivo. Ti ha cercato proprio nel tuo buio perché tu possa finalmente camminare nella sua luce. La tua storia non è finita con il male che hai visto o subito: con Dio può sempre ricominciare.





