Lc 11,15-26 - Venerdì della XXVII Settimana del Tempo Ordinario

La pagina di oggi mette in scena una delle dinamiche più vere della nostra battaglia spirituale. Il male esiste e porta sempre con sé una caratteristica precisa: divide. Innanzitutto ci divide interiormente, mettendo in conflitto desideri, pensieri, scelte e sentimenti. Poi inevitabilmente questa divisione si riversa anche nelle nostre relazioni.

Gesù viene esattamente per compiere l’opera contraria. Viene a pacificare, a ricucire ciò che si è spezzato, a restituire unità al nostro cuore e alle nostre relazioni. Per questo possiamo riconoscere l’azione di Cristo proprio da un frutto molto concreto: dove Lui agisce, ciò che era disperso lentamente torna a raccogliersi.

Ma Gesù ci mette anche in guardia da un’illusione pericolosa: pensare di poter affrontare il male contando semplicemente sulla nostra intelligenza, sulla nostra forza o sulla nostra buona volontà. Ci sono battaglie nelle quali da soli siamo più fragili di quanto immaginiamo. La forza di un cristiano non consiste nel sentirsi invulnerabile, ma nel rimanere legato a Cristo. Quando questo legame si indebolisce, ciò che pensavamo di aver definitivamente superato può ritornare. Accade con certi peccati, con alcune dipendenze, con vecchi rancori, con modi sbagliati di pensare e di vivere. Sembravano scomparsi e invece aspettavano soltanto che abbassassimo la guardia.

Per questo la vita spirituale non conosce pensionamento. Nessuno di noi può dire: ormai sono arrivato, ormai non ho più bisogno di convertirmi. Finché siamo vivi siamo in cammino. Abbiamo continuamente bisogno di vigilare, crescere, ricominciare e soprattutto rimanere uniti a Cristo. «Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde». In questa frase c’è tutta l’essenzialità della fede.

La questione decisiva non è sentirsi abbastanza forti da vincere ogni battaglia, ma domandarsi continuamente: con chi sto affrontando la mia vita? Perché con Cristo ciò che è disperso può essere raccolto, ciò che è diviso può ritrovare unità e ciò che sembrava perduto può sempre ricominciare.