Dopo avervi raccontato cos’è la cooling poverty- l’impossibilità economica di rinfrescare la propria casa durante le ondate di calore che hanno colpito il nostro continente in questo periodo- restava una domanda aperta: chi se ne occupa, e come?

A rispondere sono i dati raccolti da Antoniano tramite la rete di Operazione Pane, che ogni estate pone la lente d’ingrandimento sull’impatto del caldo estremo su chi vive in condizioni di fragilità. Il caldo, spiega la rete francescana, aggrava le condizioni di povertà in più di 7 casi su 10, portando con sé una solitudine che si somma alle già presenti difficoltà materiali. Il 41% delle realtà coinvolte segnala che i picchi di caldo raggiunti aumentano il rischio di isolamento per le persone più fragili, e il restante 59% lo riconosce almeno in parte. Questo fenomeno, è favorito da un paradosso legato alla stagione estiva: chi è in condizioni di difficoltà resta in città, mentre la rete di supporto si assottiglia, con la maggior parte dei servizi che chiude per la pausa estiva. Il risultato è che la pressione su chi rimane aperto risulta più forte, con una domanda che cresce più in fretta di quanto la rete stessa riesca a sostenere.

Ma cosa chiedono le persone? Tra i bisogni più segnalati ci sono i luoghi climatizzati (23% delle richieste) e l'accesso a docce (19%), seguiti da ascolto, cambio d'abiti e acqua fresca, che si attestano all'11% ciascuno. Non mancano richieste di supporto sanitario, farmaci, accoglienza abitativa e aiuto per pagare le bollette elettriche, appesantite dall'uso di ventilatori e climatizzatori. A bussare non sono solo persone sole: con la chiusura delle scuole, anche le famiglie con bambini si trovano a dover affrontare i costi dei centri estivi, spesso insostenibili.

Per fronteggiare questa pressione, quasi la metà delle realtà legate alla rete ha adattato i propri servizi: gite, momenti di aggregazioni al fresco, distribuzione di bottigliette d’acqua, mense e laboratori potenziati. Ma quando si chiede cosa servirebbe davvero per rispondere meglio all'emergenza, le priorità sono chiare: il 30% indica la necessità di altri spazi freschi e riparati, il 25% chiede più docce e servizi igienici, il 16% una maggiore collaborazione tra i servizi del territorio, mentre acqua e supporto sanitario raccolgono l'11% ciascuno.

Le mense e i luoghi di aggregazione, se fresche, possono rappresentare un aiuto concreto per chi ne ha bisogno

«Quando le città si surriscaldano emergono con più forza le fragilità, la povertà energetica e la solitudine», spiega Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano, che richiama l'Enciclica Laudato si' di Papa Francesco e l'idea di un'unica crisi socio-ambientale. Per questo, sottolinea, il compito della rete non si esaurisce nell'aiuto materiale, ma comprende anche la cura della dignità delle persone e il mantenimento di spazi di relazione e comunità.

A Bologna, dove le giornate estive di disagio bioclimatico sono raddoppiate dal 2006 a oggi (da una media di 5 a 10 l'anno), Antoniano ha costruito un fitto calendario di iniziative di Welfare Culturale. Tra queste, i "Laboratori Migranti", gratuiti fino al 21 luglio, che offrono corsi di italiano, teoria della patente e laboratori di arte e musica; "Giocoliamo", spazio ludico settimanale per le famiglie seguite dall'Area Sociale; "RicAmare", un percorso di cucito che culminerà in un pranzo condiviso multiculturale; e "CineMENSA", pensato esplicitamente come rifugio climatico oltre che culturale.

Non manca il tentativo di garantire momenti di sollievo vero e proprio: oltre 50 beneficiari avranno accesso a buoni piscina, i voucher EmilBanca permetteranno uscite culturali indipendenti, ed è prevista una gita al mare a Cervia insieme a una giornata in un parco acquatico per le famiglie. Sul fronte delle persone senza dimora, l'attività serale "Strade Insieme" porta ogni settimana volontari e frati nei punti nevralgici della città per distribuire beni di prima necessità e monitorare i bisogni legati al caldo estremo.

Per sostenere queste attività, Antoniano ha lanciato la campagna "Un'estate per tutti", che punta a mantenere aperti gli spazi di accoglienza e ascolto nei mesi in cui, paradossalmente, ne servirebbero di più.