Yabloko, escluso dalla corsa dalla Duma e ostacolato in tutta la Russia dallo “zar” Vladimir Putin, conquista un seggio a Novgorod. Un piccolo risultato che racconta le crepe di un sistema sempre più chiuso.
«In Russia, le speranze suscitate dal crollo del comunismo sono state deluse e su questa delusione ha fondato la sua ascesa al potere Putin, che del liberismo capitalista ha preso l’ingordigia senza scrupoli e del comunismo ha tenuto le tecniche di manipolazione del consenso e l’uso della violenza necessaria a mantenerlo...» Leggi la lettera e la risposta di don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana
Circola uno stupefacente a basso prezzo chiamata Bombé che provoca conseguenze spaventose. I ragazzi congolesi chiamati a confrontarsi con una realtà piena di ostacoli. Mentre la censura imbavaglia la musica che denuncia e fa riflettere (di Roberto Ponti)
Il 25 ottobre 2019 più di un milione di persone sono scese in piazza per manifestare contro i rincari, la privatizzazione dei servizi essenziali, la disuguaglianza socio-economica. A un anno di distanza, i cileni hanno votato sì a una nuova Carta magna che sostituisca quella del 1980, di stampo neoliberista, redatta sotto la dittatura militare.
Il giornalista argentino José Luis Tagliaferro, esule politico in Italia dal 1977, riflette sul suo Paese di origine, sul Cile e sul continente. "Tutti abbiamo dei desaparecidos da commemorare. Ma i diritti umani da difendere ora sono quelli degli anziani che non hanno più soldi, dei campesinos che non hanno più lavoro".
Mentre la popolazione vive nell'arretratezza, il leader supremo Kim Jong-Un preoccupa il mondo con i test missilistici e il programma di sviluppo nucleare. Oppressa da una rigida dittatura comunista, la Repubblica popolare democratica coreana ha cominciato la sua storia nel 1948 con "il presidente eterno" Kim Il-Sung.
La documentazione, circa tremila lettere relative agli anni del regime militare, sarà accessibile alle famiglie delle persone che furono fatte sparire, alle vittime, ai detenuti e, nei casi di sacerdoti e religiosi, ai loro superiori.
I documenti e le testimonianze dei sopravvissuti, parlano di oltre 300 persone salvate tra il 1972 e il 1977, durante la dittatura. Ecco la storia di un diplomatico italiano che no è stato a guardare.
Il golpe del 24 marzo 1976 portò all'instaurazione di un regime militare che, per sette anni, si macchiò di atrocità e violazioni dei diritti umani: 30mila desaparecidos, oltre 500 bambini strappati alle madri nei centri di detenzione e consegnati ad altre famiglie. Presto il Vaticano aprirà gli archivi relativi agli anni del regime.
Estela de Carlotto è la fondatrice delle "Abuelas", le Nonne di Plaza de Mayo, che dal 1977 lottano per rintracciare i loro nipoti desparecidos. La intervistammo nel 1998. Ecco il servizio che uscì su Famiglia Cristiana. Nel 2014 la donna riuscì a ritrovare il suo nipote Guido.
Il braccio di ferro, ora, è tutto africano. E forse la crisi burundese si appresta a una svolta. Dopo mesi di pressioni internazionali, che poco o nulla hanno sortito, ora è l'Unione Africana ad alzare la voce in maniera decisa. Ma il Burundi non ci sta
«Repressione senza pietà». Questo accade ogni giorno in Eritrea. Perciò i due giovani sono fuggiti, anche a costo di correre ogni rischio. Per il loro futuro, la differenza sta nei polpastrelli e il nemico si chiama Dublino. La stessa Europa che impedisce loro di raggiungere il Paese dove sognano di vivere vorrebbe finanziare il “regime del terrore” con 312 milioni di euro.
Una petizione, lanciata attraverso Change.org chiede all’Unione Europea di non dare soldi al regime del terrore eritreo, se non con garanzie di democratizzazione e di rispetto dei diritti umani. Ecco cosa accade nel Paese africano, a cui si vorrebbero dare 312 milioni di euro. In cambio di niente, nemmeno della fine delle torture ai dissidenti.
Nel Paese asiatico, a maggioranza buddista, è stata approvata una legge che discrimina cristiani e musulmani: restrizioni su conversioni, matrimoni misti e figli.
A Scutari, del nord del Paese dove andrà Francesco il 21 settembre,
c’è un memoriale dei cristiani torturati e uccisi all’epoca della dittatura comunista.
Il prete eritreo lancia un appello perché venga bloccato il ritorno in patria forzato del grosso gruppo di eritrei da parte delle autorità sudanesi: significherebbe una dura prigionia, oppure torture e morte per i profughi fuggiti da uno dei Paesi più repressivi del mondo.
L'ex dittatore Jorge Videla è morto. Ma il Paese continua a fare i conti con le drammatiche conseguenze del regime militare (1976-1983), responsabile della sparizione di 30mila persone.
Il ministro plenipotenziario dell'Ambasciata argentina in Italia parla della campagna che Buenos Aires sta portando avanti, anche nel nostro Paese, per trovare i bambini dati illegalmente in adozione durante gli anni della dittatura.
L'ex primate della Chiesa polacca, morto a 83 anni, guidò il suo Paese al tempo di Solidarnosc, del colpo di stato del gen. Jaruzelski, della dittatura e del passaggio alla democrazia.
Parlano i dissidenti nordcoreani: «L'80% dei nostri connazionali ha fame. Gli altri sono i privilegiati, politici e militari, ma di recente anche nell'esercito hanno tagliato i pasti».