Tra accuse, narcisismi, bombe e vongole sgusciate, la vicenda Ranucci diventa a metà tra un “cinepanettone estivo”, e una riflessione sul futuro di Report e sull’autonomia della Rai dal potere politico.
La Rai affida Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Ranucci parla di scelta politica, gli inviati storici minacciano le dimissioni in blocco.
Una bomba sotto l’auto, nella notte. Nessuna vittima, ma un messaggio chiarissimo: zittire una delle voci più scomode del giornalismo d’inchiesta. Il giornalista: «Avrebbero potuto uccidere mia figlia». Libera e il mondo dell’informazione si stringono a lui: «È un colpo alla democrazia».