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venerdì 19 luglio 2019
 
Il caso
 

«La Pasqua non c’entra nulla con la strage di agnelli»

30/03/2015  È la risposta dell’arcivescovo di San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, a un gruppo di animalisti che chiedevano quale fosse la posizione della Chiesa sul tema: «La Pasqua cristiana», ha scritto, «non ha nulla a che fare con la strage di milioni di agnellini, in quanto Cristo, vero agnello pasquale, ha immolato se stesso per riscattarci dalla malvagità e dall’ingiustizia»

La polemica torna puntuale ogni anno: mangiare o no l’agnello durante il pranzo di Pasqua? Gli animalisti gridano alla mattanza e protestano. L’Enpa (Ente protezione animali) ha aperto una raccolta firme su Firmiamo.it che chiede la fine della macellazione e del maltrattamento degli agnelli. Nel 2014, spiegano, sono stati macellati circa 2,2 milioni di animali tra agnelli e agnelloni. Finora le firme raccolte sono quasi 18mila.

La petizione si affianca ad altre numerose iniziative legate alla campagna 2015 dell’Enpa, che ha un testimonial d’eccezione: Pasqualino, un agnellino nato pochi giorni fa da una mamma randagia soccorsa dalla Protezione Animali. Lo si può adottare a distanza o assicurarsene il peluche presso i banchetti allestiti dai volontari. Il web, d’altra parte, ribolle di proteste e mobilitazioni analoghe. Al grido di «Fermate la mattanza degli agnelli pasquali», per la domenica delle Palme, in Puglia, si è svolto un flash-mob degli animalisti davanti alle chiese.

E spesso la gerarchia è chiamata in causa per esprimersi sulla questione. Lo ha fatto nei giorni scorsi monsignor Michele Castoro, arcivescovo dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo in risposta alla lettera del Gruppo Volontari del Gargano con la quale si chiedeva quale fosse la posizione della Chiesa in merito alla tradizione secondo cui a Pasqua si uccidono agnelli e capretti.
«La Pasqua cristiana», ha spiegato l’arcivescovo, «non ha nulla a che fare con la strage di milioni di agnellini, in quanto Cristo, vero agnello pasquale, ha immolato se stesso per riscattarci dalla malvagità, dalla ingiustizia e da tanti altri mali che affliggono l’uomo e il creato. Noi come Chiesa inoltre crediamo che l’uomo non sia il padrone del creato ma solo il custode, il quale è chiamato ad amare, a prendersi cura e a promuovere la bellezza e la vita del creato nelle sue diverse forme. Infatti, anche se l’uomo ha ricevuto da Dio il permesso di servirsi di esse, non per questo deve spadroneggiare, mai dimenticando che la terra appartiene a Dio». 

Il gruppo Volontari del Gargano, riunisce associazioni e singoli volontari che si occupano di protezione animali di 11 comuni della diocesi pugliese. «Posso garantire - conclude nella sua lettera l’Arcivescovo - che quando si presenta l’occasione noi sacerdoti, ed io vescovo con loro, lo facciamo - sempre in dialogo con quanti hanno a cuore il bene del Creato - attraverso i nostri canali di formazione, perché questa mattanza abbia fine, non avendo nulla a che fare con la celebrazione della nostra Pasqua cristiana».

 
 
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