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I passeggeri in partenza dall'aeroporto di Fiumicino, uno degli scali italiani interessati dagli allarmi bomba.
In tutta Europa è caos e paura per l’ondata di allarmi bomba che hanno investito i cieli di diversi Paesi, portando alla cancellazione e al dirottamento di numerosi voli, e attacchi hacker che hanno messo alla prova i sistemi di sicurezza di aziende e infrastrutture come i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati, banche del sangue, mezzi di informazione.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rimasto vittima – come ha riferito lo stesso vicepremier – di criminali informatici che hanno diffuso dati personali, suoi e dei suoi familiari, sul dark web (parte oscura della Rete non raggiungibile dai classici motori di ricerca). «Non mi farò intimidire in nessun modo», ha scritto Tajani sul suo profilo X. «Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l'Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme. La nostra posizione sull'Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino. Difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso».
Anche la società Bbt Se, incaricata di realizzare il Tunnel di Base del Brennero, è stata attaccata dagli hacker, ma sembra che l’azione non abbia avuto ripercussioni sull’operatività della società.
Dublino è stata tra le città più coinvolte dagli allarmi. Nelle redazioni di diverse testate della capitale irlandese – immediatamente evacuate - sono arrivate mail di minaccia di attentati terroristici. Il tempismo delle minacce hacker non è sfuggito: proprio a Dublino giovedì e venerdì prossimi si terranno due vertici che riuniranno i leader dell'Unione e anche quelli della Comunità Politica europea. Anche questi allarmi si sono poi rivelati falsi. Ma questo non ha fatto calare la tensione, soprattutto perché la minaccia è appena cominciata.
Di fronte a un nuovo sciame di allarmi bomba in tutto il continente, nell’arco di pochissimi giorni, con voli deviati su altri scali o scortati dai caccia e gravi disagi per i passeggeri, l’allerta dell’Europa è stata elevata al massimo, allo stesso tempo si cerca di contenere per quanto possibile lo scatenarsi del panico. Una rivendicazione è arrivata via email dal sedicente gruppo dei “Combattenti dello Stato maschile”. La sigla rimanda al movimento ultranazionalista e misogino russo "Muzhskoye Gosudarstvo", noto come Male State, cioè Stato maschile.
Il movimento misogino, razzista, omofobo è nato nel 2016 su VKontakte, una sorta di Facebook russo, per iniziativa del personal trainer e blogger, classe 1991, Vladislav Pozdnyakov. Il gruppo proclama un'ideologia descritta come “patriarcato nazionale”, predica il dominio maschile e la sottomissione femminile, si dichiara a favore della guerra in Ucraina. Nel 2021, un tribunale russo lo ha dichiarato organizzazione estremista e ne ha vietato le attività sul territorio nazionale.
In una mail inviata a una serie di testate giornalistiche è arrivata un’altra rivendicazione a firma Mikhail Andropov, un cognome che coincide con quello di Yuri Andropov, ex segretario generale del Partito comunista sovietico. «Questo è solo l'inizio», si legge nel messaggio, del quale non è stata accertata l’autenticità. «Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni». Gli esperti della polizia postale sono al lavoro per determinare l’origine delle mail. Come riferisce il Finalcial Times, le agenzia di sicurezza europee stanno indagando per determinare chi ci sia dietro agli allarmi e alle minacce di questi giorni. Secondo alcuni esponenti dell'intelligence europea, per movente, modalità operative e precedenti la pista russa sarebbe la più probabile.







