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sabato 15 dicembre 2018
 
TORINO
 

Primavera di solidarietà, cristiani e musulmani aiutano gli anziani: insieme

03/05/2018 

Giovani cristiani e giovani musulmani che nel 2017 hanno partecipato a un campo estivo organizzato, tra gli altri, dal Movimento dei Focolari. Foto per gentile concessione dell'agenzia di stampa Sir.
Giovani cristiani e giovani musulmani che nel 2017 hanno partecipato a un campo estivo organizzato, tra gli altri, dal Movimento dei Focolari. Foto per gentile concessione dell'agenzia di stampa Sir.

Studenti universitari cattolici e musulmani insieme per promuovere la solidarietà. E' l'iniziativa, preziosa quanto inedita, che si concretizzerà a Torino sabato 5 maggio. Se spesso l'appartenenza religiosa viene usata per creare conflitto, c'è chi si sforza di fare l'esatto contrario. E non è un caso che tutto ciò accada nel capoluogo piemontese. Sotto la Mole, il dialogo interreligioso è di casa da tempo. Ma in questa occasione «ai tradizionali tavoli di confronto, abbiamo preferito un'iniziativa più concreta» spiegano gli organizzatori. «Vogliamo fare insieme qualcosa per gli altri, perché la solidarietà è un pilastro comune alle due religioni».

L'iniziativa, che si chiama “Primavera di solidarietà”, nasce dall'impegno del centro Federico Peirone, legato all'Arcidiocesi di Torino e attivo da oltre un ventennio nel costruire ponti tra Chiesa e mondo islamico. Uno dei risultati di questo prezioso lavoro si vedrà il 5 maggio: in diversi luoghi della città (dalla centralissima piazza Castello al multietnico mercato di porta Palazzo, dalla stazione di Porta Nuova al centro espositivo del Lingotto) saranno allestiti cinque punti informativi. Presso ciascuno di essi, dalle 10 alle 18, i cittadini potranno incontrare sei studenti universitari: tre cristiani e tre musulmani. Insieme, i giovani (una trentina in tutto) promuoveranno l'attività del Sea (Servizio Emergenza Anziani), un'organizzazione di volontariato che supporta la terza età, con particolare attenzione alle situazioni di disagio e solitudine (un lavoro quanto mai prezioso, visto che attualmente, solo a Torino, si contano circa 45.000 anziani soli).

Oltre al Centro Peirone (e oltre ovviamente al Sea), il progetto coinvolge i giovani piemontesi della Cii (Confederazione Islamica Italiana) e quelli legati all'Ufficio Diocesano di Pastorale Universitaria. Dunque, un impegno che sa fare squadra. «Siamo inseriti nella consulta per l’islam della Cei» spiega don Tino Negri, direttore del Centro Peirone. «L'anno scorso ci siamo incontrati a Roma per un appuntamento prezioso: la “celebrazione della misericordia”. Vi hanno partecipato i membri della Consulta e un gruppo di musulmani invitati. Da lì, idealmente, trae origine questa iniziativa, che si svolge nel segno del dialogo, della solidarietà con il volontariato torinese, dell’empatia tra i giovani credenti delle due religioni».

«Per gli studenti universitari cristiani e musulmani sedersi gomito a gomito, in aula, è un'esperienza quotidiana. Non è detto che però da questo scaturisca un vero incontro» fa notare don Luca Peyron, direttore dell'Ufficio Diocesano di Pastorale Universitaria. «Ci piacerebbe stimolare un percorso di conoscenza bastato sulla concretezza. E sottolineare che chi vive una dimensione spirituale si dimostra pronto a sporgersi verso gli altri».

 

Così, sabato, potrà capitare di incontrare, fianco a fianco, Walid Bouchnaf (studente di agraria, referente della Confederazione Islamica Italiana) e Irene Chiodi (neolaureata in scienze politiche, inserita nella pastorale universitaria). Mondi diversi, che però possono trovare tanti punti in comune. «La religione dei musulmani non si limita alla dimensione formale, ma la trascende fino a includere aspetti etici» spiega Walid «Dunque, l'attenzione verso le persone più fragili (in questo caso gli anziani) è per noi un dovere morale. Da qui la scelta di impegnarci in un'opera benefica, accanto ai fratelli cristiani». «Già negli anni dell'università avevo svolto un periodo di volontariato presso un'associazione che si occupa di migranti» racconta Irene. «Questa esperienza di incontro con l'altro ha avuto per me un grande valore. Mi ha dato lo stimolo per approfondire un percorso di reciproca conoscenza e di dialogo».

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