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«Come coppia ci sentiamo isolati. Hai qualche consiglio da dare?»

31/03/2022  Con discrezione forse occorre fare della propria casa una “stazione d’amore sacramentale”

Questa è la terza puntata della rubrica che dedico all’amicizia e la coppia. E la vorrei aprire citando un passo di una mail che ho ricevuto da un’amica che mi scrive dall’Italia per chiederci come siamo messi quanto ad amicizie qui nella nostra nuova installazione: «Non so come siate messi lì, ma qui noi siamo (e ci sentiamo) davvero tanto soli in termini di amicizie. Non è affatto semplice trovare persone con cui si condivida qualcosa di non superficiale e che siano più o meno in una fase della vita simile (quindi giovani coppie con bambini piccoli, lavoro e via dicendo...)». Sono convinto che la mia amica non è la sola a soffrire questa “solitudine di coppia”. Per questo, e senza pretendere di ergerci come guide, preferisco condividere in tutta semplicità con voi, cari lettori, alcuni estratti della mia risposta. «Per quanto riguarda i contatti, puoi immaginare il “potenziale” isolamento che viviamo in un Paese nuovo e essendoci trasferiti in piena fase Covid. Per dirtela subito: non abbiamo coppie amiche (ancora!)...

In compenso, ci siamo aperti a quello che la Provvidenza ci mette dinanzi: nel nostro condominio una parrocchiana (credo sia l’unica) l’abbiamo adottata come nonnina-zia ed è tanto carina. «Poi, un’altra cosa che stiamo mettendo in gioco pian piano è quello di essere noi disponibili per situazioni di solitudine o di bisogno di amicizia... Ad esempio, ho notato di recente in parrocchia una giovane donna che veniva alla Messa feriale, ma che poi è sparita. Qualche settimana fa, l’ho intravista di nuovo la domenica e sono andato io incontro a lei e le ho chiesto come stesse. Mi ha sorpreso con la risposta: «Mi sento un po’ persa...».

Allora ho capito che tocca a noi farci vicini. Qualche sera fa, l’abbiamo avuta da noi a cena. «Certo, ci manca il confronto con coppie con le stesse situazioni con figli, crescita, altro... ma per il momento, ci nutriamo con quello che passa il convento! Insomma, per dirtela brevemente, piuttosto che attendere, ci stiamo muovendo, aprendo gli occhi, discretamente facendo della nostra casa una “stazione d’amore sacramentale”. Forse può essere un’idea... Madre Teresa pregava: se mi sento sola, dammi qualcuno da consolare... una maniera “santamente furba” per non essere sola!».

 
 
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