Ci sono notizie che, oltre a informare, interpellano le coscienze con interrogativi tanto scomodi quanto ineludibili. Quella che arriva dal carcere di Marassi, a Genova, è una di queste. La vicenda, raccolta dal Secolo XIX, riguarda un savonese di quasi 99 anni arrestato per aver tentato di uccidere la moglie di 86 anni. Un uomo – possiamo ipotizzare – provato da una vita che si era fatta troppo faticosa: l’età avanzata, la grave malattia della moglie e quella sensazione di solitudine e disperazione per un avvenire che si fa sempre e solo più scuro. Una disperazione cieca e sorda, certamente non difficile da immaginare.

L'ingresso della Casa circondariale di Marassi a Genova
L'ingresso della Casa circondariale di Marassi a Genova
La targa del Carcere di Marassi durante la visita del sottosegretario Andrea Delmastro dopo la visita al carcere di Marassi. Genova, 13 marzo 2023ANSA/LUCA ZENNARO (ANSA)

Il 5 luglio l’uomo, ex guardia giurata, ha cercato di uccidere la moglie a colpi di pistola, tentando poi di togliersi lui stesso la vita.

Entrambi sono sopravvissuti: l’anziana è ricoverata in Rianimazione mentre il marito, dopo i necessari controlli al pronto soccorso, è stato trasferito alla Casa circondariale di Marassi dove, proprio oggi, si svolgerà l’interrogatorio di convalida dell’arresto. «Non capiamo come sia possibile – hanno detto i nipoti degli anziani al Secolo XIXCe lo spieghiamo solo pensando che zio non sopportasse più di vederla soffrire. Probabilmente faticava a non essere più riconosciuto da lei, a causa della demenza. Non abbiamo altra spiegazione, la adorava».

La Polizia nei pressi dell'abitazione degli anziani coniugi
La Polizia nei pressi dell'abitazione degli anziani coniugi
La Polizia nei pressi dell'abitazione degli anziani coniugi (ANSA)

Ora non si tratta di giustificare la violenza – la giustizia deve fare il suo corso e la sacralità della vita non si discute – ma di fermarsi a guardare l'abisso che ha generato questo gesto. Alcuni interrogativi si fanno brucianti: come si è arrivati a una tale disperazione? Si fa abbastanza per sostenere gli elementi più fragili della nostra società? Il sistema penitenziario è il contesto adeguato a un caso del genere?

Pensare che un uomo a un passo dal secolo di vita sia rinchiuso in carcere fa male. Ma fa ancora più male sapere che varca la soglia della cella perché ha tentato di uccidere la moglie malata, in una disperazione senza fine. «Si tratta di un dramma familiare che, al tempo stesso, consegna alle cronache un dato senza precedenti: appunto un uomo di quasi 99 anni che varca la soglia del carcere potrebbe rappresentare un record storico – ha detto anche il segretario della UIL FP Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani, sempre al Secolo XIX Stiamo parlando di una persona che necessita di assistenza geriatrica, cure e supporto, più che del rigore di una cella».

La speranza è che questa triste vicenda possa essere un monito per tutti, cittadini e istituzioni: davanti alla disperazione nessuno deve essere lasciato solo.