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Si sono svolte in questi giorni alla Farnesina le celebrazioni per i 25 anni dell’Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti, un’occasione per valorizzare il contributo delle donne alla politica estera. L’associazione si prefigge di contribuire a realizzare compiutamente la parità e le pari opportunità e ad affermare una cultura basata sull’uguaglianza di genere, all’interno dell’Amministrazione e in ogni suo campo di attività.
L’associazione ricorda che ci sono voluti molti anni e una sentenza della Corte Costituzionale del 1960 per festeggiare l’ingresso delle prime donne in diplomazia, nel 1967. In seguito le donne si sono fatte spazio nella diplomazia attraverso varie tappe.
Era il 1980 quando la prima donna è stata chiamata a guidare una nostra Ambasciata all’estero come Incaricata d’affari; il 1985 quando una donna è stata chiamata a rappresentare il nostro Paese come Ambasciatrice d’Italia; il 2002, quando ad una donna è stata affidata la guida della Direzione generale per l’amministrazione ed il 2003 quando si è scelta una donna per la guida della Direzione generale per gli affari culturali. Per la prima volta, nel 2005, è stato conferito a due donne il grado di Ambasciatore. Nel 2014, la prima Rappresentante Permanente presso la NATO. Nel 2015, il Presidente della Repubblica ha nominato una donna per ricoprire il ruolo di suo Consigliere Diplomatico. Nel 2016, per la prima volta una donna ha ricoperto l’incarico di Segretario generale della Farnesina. Nello stesso anno, per la prima volta è stata nominata una donna come Consigliera Diplomatica del Presidente del Consiglio. Nel 2018 sono poi state nominate la prima Ambasciatrice a Parigi e la prima Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite.Va aggiunto che finora l’Italia ha visto solo tre donne al vertice politico del Ministero: Susanna Agnelli, Emma Bonino e Federica Mogherini.
Nel suo intervento in occasione della festa dei 25 anni di DID, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato che oggi le donne rappresentano il 26% della carriera diplomatica e nei gradi iniziali superano già il 30%. “A giugno”, aggiunge Tajani, “ho presieduto la cerimonia di giuramento dei giovani diplomatici che hanno superato il concorso. Per la prima volta abbiamo raggiunto quasi la parità, con il 46% di donne risultate vincitrici. Si tratta del dato più elevato mai registrato. Il Vice Segretario Generale politico del Ministero è donna, come la mia Vice Capo di Gabinetto e la mia Capo Segreteria. Ventiquattro Ambasciate e quattro Direzioni Generali sono guidate da donne. Sono state nominate Ambasciatrici in sedi europee di primo piano oltre che in Iran e Afghanistan anche per dare un chiaro messaggio politico sull’importanza cruciale che l’Italia attribuisce alla condizione femminile in tutto il mondo. Molte sono anche le donne alla guida dei Consolati Generali, presìdi fondamentali per l’assistenza ai nostri connazionali all’estero, una delle mie priorità assolute. Penso a sedi importanti e complesse come Buenos Aires, Los Angeles, Melbourne e Shanghai, dove ogni giorno la nostra diplomazia è vicina agli italiani che vivono e lavorano nel mondo”.
L'Associazione Donne italiane diplomatiche e dirigenti (DID) ha appena dato alle stampe un interessante ed originale libro a cura di Serena Lippi, in diplomazia da 22 anni, Presidente della DID, dal titolo "Oltre i confini. Sguardi e voci di ambasciatrici italiane nel mondo" (Gambini editore, 2026) con una prefazione di Tajani.
Interessanti testimonianze di donne in diplomazia si trovano anche nel podcast “Storia orale della diplomazia italiana”, un progetto nato da un'intuizione di Stefano Baldi e reso possibile dal sostegno dell'Unità per la formazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nella serie i diplomatici del passato, ormai in pensione, si raccontano intervistati da giovani diplomatici. Tra le ultime testimonianze raccolte e messe in rete c’è quella dell’Ambasciatrice Brunella Borzi, tra le prime donne a entrare nella carriera diplomatica italiana dopo l’apertura del concorso alle donne nel 1967.





