C’è Sofia la bambina che in semifinale snobba allegramente la mano tesa di Danil Medvedev, all’ingresso in campo della semifinale, per aspettare e afferrare al volo quella di Jannik Sinner e poi saltellare, al settimo cielo per la conquista, fino alla rete. C’è il cucciolo che dopo l’ingresso in campo chiede al campione: «Ti posso abbracciare?». C’è l’altra bimba, che dopo le scuse di Darderi che l’aveva dimenticata, ha avuto l’onore di tirare la monetina che ha dato inizio alla finale.

Le palline oversize, le magliette, i taccuini, i cappellini firmati a bordo campo ormai non si contano più, ma il bagno di folla degli Internazionali di Roma, soprattutto under 14 ma non solo, ha per Jannik davvero qualcosa di unico, che supera anche la doppia vittoria alle Atp finals di Torino. Anche mamma e papà Sinner a Roma hanno avuto le loro difficoltà a defilarsi, pur così riservati.

E il feeling con i piccoli del resto sembra reciproco: Jannik non fa mai mancare un pat pat sulla testa ai ragazzini che lo accompagnano in campo e bello anche il fatto che il primo pensiero nei ringraziamenti del campione, a fine torneo, sia stato per i raccattapalle. E dopo la finale, a proposito dei bambini, Jannik ha raccontato: «A volte noi tennisti, è brutto da dire, però non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati. Qui ci sono i ragazzini che hanno dei problemi, però sono così felici con dei piccoli gesti. Questo ti cambia un po' il punto di vista, sei solo felice di essere in campo e dare spettacolo, c'è tanta gente, lo stadio pieno, non c'è posto più bello per giocare. Forse questi sono i momenti che mi toccano di più, perché hai un contatto fisico con dei ragazzini. Oggi per esempio ce n'era uno veramente piccolo, dovevo andare anche piano in campo, però era bello, un momento che anche a me fa molto piacere: sono piccoli gesti che loro si terranno per sempre e a noi non costa niente, anzi anche a noi danno delle bellissime sensazioni e quindi tutta la settimana è stata molto bella da questo punto di vista».

E proprio per i bambini Jannik Sinner nel 2025 ha aperto una Fondazione con l’obiettivo di andare incontro ai piccoli che faticano ad accedere a sport e istruzione: “Sosteniamo lo sviluppo, ogni bambino dovrebbe avere la possibilità di praticare sport" è la mssione con cui la fondazione si presenta al mondo. «L'idea alla base è molto semplice: voglio restituire qualcosa» -ha spiegato Jannik Sinner al momento del lancio - «I bambini sono il nostro futuro e tutto ciò che facciamo nella fondazione è finalizzato ad aiutarli. Ci concentreremo su due aree principali: lo sviluppo sportivo e l'educazione dei bambini. È sempre stato qualcosa a cui ho aspirato: cercare di aiutare, soprattutto i più piccoli, perché per me i bambini sono il nostro futuro. Spero di riuscire a indicare loro qualche piccolo percorso o strada in cui possano sentirsi a proprio agio, e che possano così realizzare i loro sogni. Con questa fondazione, vorremmo offrire ai più giovani una grande opportunità, nella speranza che possano davvero raggiungere i loro obiettivi».

I numeri in incremento dicono che sul tennis c’è un capitale di passione sportiva da investire per il futuro, e a giudicare dalle voci bianche che hanno sovrastato la folla nel momento in cui dopo la finale di Roma Sinner si è affacciato al “ponte” con la coppa degli Internazionali d’Italia, un’indicazione di dove stia andando quel futuro c’è e sembra molto chiara: ai bambini Jannik piace e molto e non perdono occasione per farglielo sentire.