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Il palazzo a Catanzaro da cui una donna con i suoi tre figli si è lanciata dal terzo piano
È successo tutto in un attimo. Un abbraccio ai suoi tre figli, quello di Anna Democrito, 46 anni, ai suoi bimbi di 4 mesi, 4 anni e quasi 6 e un volo dal terzo piano dell’abitazione in via Zanotti Bianco a Catanzaro.
Maria Luce, l’unica sopravvissuta alla tragedia, oggi sta meglio. Le sue condizioni cliniche, si legge in una nota del Gaslini, l'ospedale eccellenza sanitaria di Genova dove è stata trasferita, sono soddisfacenti.
Una notizia che tutti aspettavamo a maggior ragione dopo le immagini strazianti del funerale, dove abbiamo visto il padre prendere in braccio la bara bianca del figlio più piccolo per accompagnare il feretro della moglie e dell’altro figlio in chiesa per l'ultimo saluto. Immaginiamo aggrappato alla vita di Maria Luce per sopravvivere a una tragedia immensa e inaccettabile. Inspiegabile e devastante. Tanto più che, la sera del 22 aprile, lui era in casa e dormiva ignaro nella sua stanza.
«La bambina» hanno confermato i medici che ce l'hanno in cura al Gaslini «è stata autonomizzata dalla ventilazione meccanica da giorni, è cosciente, orientata e perfettamente sveglia. Non ha subito conseguenze neurologiche e, nonostante le gravi lesioni al fegato, alla milza e all'aorta, non sussistono in questo momento condizioni che la possano porre a rischio di vita. Speriamo presto di poterla trasferire in un ambiente semintensivo. Per il trasporto è stata cruciale la stabilizzazione avvenuta da parte del personale medico a Catanzaro».
Un risultato dietro al quale, si legge in una nota dell'ospedale genovese, c'è un grande lavoro di squadra dalla Calabria a Genova, che ha unito gli operatori sanitari del Gaslini e dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, Presidio "Pugliese". Maria Luce resta, pertanto, ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva dell'Istituto Giannina Gaslini.
Nel frattempo, la bambina e la famiglia sono state prese in carico dal punto di vista psicologico. Per capire come raccontare alla piccola quanto accaduto, una storia troppo vera e troppo grande per chiunque e ancora più per la sua tenera età. Per la quale servirà tempo, delicatezza e un percorso specialistico adeguato. Intanto, mentre la comunità resta stretta attorno al dolore del padre e dei familiari, il miglioramento delle condizioni di Maria Luce rappresenta oggi l’unico spiraglio di speranza in una tragedia che ha sconvolto l’intero Paese.











