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il presidente Lula esulta subito dopo la vittoria elettorale.
Con una clamorosa rimonta, Lula ha trionfato al secondo turno delle elezioni in Brasile, confermandosi presidente del Paese latinoamericano per la quarta volta. Ultimo simbolo della sinistra mondiale, a 81 anni che compie domani, il 27 ottobre, Luiz Inácio Lula da Silva ha sconfitto il suo avversario, Flavio Bolsonaro, conquistando il 51,74% dei voti, contro il 48,2% dello sfidante. Una vittoria sorprendente, inaspettata: per la prima volta nella storia politica brasiliana un candidato che era stato sconfitto al primo turno è riuscito a ribaltare il risultato e affermarsi al secondo turno.
All’indomani delle elezioni, che si sono svolte il 25 ottobre, Bolsonaro – 45enne figlio dell’ex presidente Jair, imprenditore e avvocato oltre che politico, esponente della destra populista e trumpiana – non ha riconosciuto il risultato e ha annunciato di voler chiedere l’annullamento del voto perché un giudice ha allungato le operazioni di voto di due ore e, a detta di Bolsonaro, «ha cambiato le regole in corso».
La vittoria di Lula - l’ex sindacalista di origini umili arrivato dal Nordest rurale del Brasile, entrato in politica al tempo della dittatura militare brasiliana cofondando il Partito dei lavoratori con idee progressiste - ha una portata simbolica oltre che politica enorme. A pochi giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che si tengono il 3 novembre, il Brasile lancia un segnale forte al mondo.
La conferma di Lula rappresenta un argine alla massiccia avanzata delle destre liberiste, conservatrici e vicine a Donald Trump che negli ultimi tre anni hanno conquistato il potere in quasi tutti gli altri Paesi del continente latinoamericano: dall’istrionico ultraliberista Javier Milei in Argentina, all’outsider dell’Ecuador Daniel Noboa (imprenditore classe 1987, il più giovane capo di Stato in carica eletto democraticamente al mondo), da José Antonio Kast – esponente dell’ultradestra e nostalgico del dittatore Pinochet - in Cile, ad Abelardo de la Espriella, avvocato e imprenditore con origini italiane che ha iniziato il suo mandato lo scorso agosto in Colombia.









