Il tema dei coltelli in mano ai ragazzi non è un tema italiano, ci sono Paesi che vi si sono scontrati prima di noi e in dimensioni maggiori. In Inghilterra il tema del coltello è una emergenza sociale da tempo.

Secondo le statistiche allegate all’esito del dibattito sul tema, svolto alla Camera dei comuni nell’ottobre 2025, il numero di omicidi commessi con arma bianca in Inghilterra e Galles è cresciuto nell’ultimo decennio: nel 2024 il 41% dei 594 omicidi volontari registrati tra Inghilterra e Galles è stato commesso con arma bianca su 59,5 milioni di abitanti. (In Italia gli omicidi volontari sono molti di meno, nel 2024 sono stati 324 su 58,9 milioni di abitanti). Nel 2023-24 tra Inghilterra e Galles, otto adolescenti su 10 vittime di omicidio, sono stati uccisi con un coltello.

«L’aumento», si legge nel report sul dibattito parlamentare, «è stato attribuito a vari fattori, tra cui diseguaglianze sociali, attività legate alle gang e riduzioni nei servizi giovanili (va detto che il costo della Brexit e il suo impatto sulle risorse pubbliche britanniche ha visto negli ultimi anni una contrazione delle risorse e di conseguenza dei servizi pubblici ndr.)», se l’attenzione dei media è stata concentrata sulle grandi città, il report sottolinea che il fenomeno tra i giovani è presente anche nelle aree rurali.

MULTIFATTORIALITÀ E STRUMENTI A CONTRASTO

«Le statistiche sottolineano la complessa interazione di età, genere, etnia, status socioeconomico e coinvolgimento delle gang nella comprensione dei profili dei responsabili di reati con coltello in Inghilterra».

Tra gli strumenti a contrasto presi in considerazione nel dibattito ci sono anche i divieti di vendita ai più giovani online e nei negozi, ma si registra la presa d’atto della difficoltà di controllo per gli esercizi commerciali e del fatto che la metà di quegli omicidi all’arma bianca compiuti nel 2024 erano stati commessi con comuni coltelli da cucina. In Italia come si diceva il tasso degli omicidi volontari complessivo è quasi la metà di quello inglese, ma il coltello tra i ragazzi è un tema che ci riguarda, anche al di fuori di casi di gravità estrema come quello della professoressa accoltellata davanti alla scuola a Trescore Balneario (Bergamo). 

Società e valori

Chi sono i ragazzi con il coltello

Chi sono i ragazzi con il coltello
Chi sono i ragazzi con il coltello

Basta fare una chiacchierata con una classe di liceo per rendersi conto che l’idea di un’arma bianca in tasca con l’illusione, ingenua, di usarla per difesa è frequentata tra i giovanissimi, poco consapevoli del fatto che anche in Italia sia già reato portare il coltello del pericolo che l’averlo comporta se è vero che negli ultimi due anni metà degli omicidi accertati in Italia è stato l’esito di una lite degenerata.

LE CONCLUSIONI DELLA CAMERA BRITANNICA

Il dibattito parlamentare inglese si aveva sortito alcuni punti fermi che ora si stanno traducendo in finanziamenti e iniziative mirate:

  1. Il coltello in mano ai giovanissimi sia un problema multifattoriale che non può essere affrontato solo applicando la legge, perché occorre andare alle cause profonde: privazione, mancanza di servizi, diseguaglianza sociale.
  2.  Le necessità di una sinergia in termini di prevenzione attraverso l’istruzione, l’intervento precoce e le partnership per la sicurezza delle comunità, fatta con piani di finanziamenti strutturali, con il coordinamento del Governo e in continua sinergia tra Governo ed enti locali, per contrastare i tagli ai servizi che hanno eroso la prevenzione.
  3. La prevalenza di un approccio di salute pubblica, in grado di integrare forze dell’ordine, assistenza sociale, salute e istruzione, è il modo più efficace per ridurre la violenza grave in modo sostenibile

L’Inghilterra ha storicamente una soglia molto bassa di età imputabile, 10 anni, contro i 14 dell’Italia, che evidentemente non ha risolto il problema, come non risolve il problema della violenza minorile negli Stati Uniti. Tanto che si assiste ad atteggiaementi meno improntati all’approccio meramente repressivo: «La Metropolitan police inglese» si legge nel report uscito dal Parlamento, «sta adottando un approccio meno aggressivo in fatto di perquisizioni e fermo, privilegiando professionalità e rispetto per aumentare la fiducia nella comunità».

UN NUOVO PIANO DA 320 MILIONI DI STERLINE

Il portato di questo dibattito si è tradotto in un piano di prevenzione presentato l’11 febbraio 2026 dai ministeri della Giustizia e dell’Interno con l’intento di dimezzare i reati da arma da taglio in un decennio, per cui ogni ragazzino che verrà sorpreso con un’arma da taglio riceverà un programma obbligatorio personalizzato, attraverso una segnalazione ai Servizi di giustizia minorile, in modo che il caso venga assegnato a un team multisciplinare, sanitario, educativo, sociale, incaricati di provvedere un piano di prevenzione personalizzato: «Questi programmi specializzati», si legge nella presentazione, «affronteranno le cause profonde della delinquenza minorile, dai traumi infantili al potenziale sfruttamento da parte di bande, e potrebbero prevedere la partecipazione a programmi di tutoraggio per favorire la continuità scolastica o corsi di formazione per migliorare le prospettive di lavoro future».

L’intervento è stato finanziato con un investimento triennale di 320 milioni di sterline pari a 369 milioni di euro al settore giustizia minorile, per avviare un lavoro a lungo termine: «Le prove», scrivono, «dimostrano che i programmi di prevenzione possono fare davvero la differenza nell’aiutare i giovani ad allontanarsi dalla criminalità: oltre il 90% dei ragazzi che hanno partecipato al programma governativo Turnaround, (un programma di prevenzione precoce con questa stessa filosofia finanziato tra il 2022 e il marzo 2026 dal Governo inglese sul modello di un altro già attivo di supprto alle famiglie, ndr.) ha evitato successivi ammonimenti della Polizia o procedimenti giudiziari». Tra gli obiettivi c’è la riduzione della custodia cautelare dei più giovani, che nel 40% dei casi non porta a condanne ma segna precocemente vite.

DETERRENZA MIRATA E SOCIAL SKILL, GLI INTERVENTI PIÙ EFFICACI

Tra le voci citate sul programma del Governo britannico c’è quella di Patrick Green, amministratore delegato del Ben Kinsella Trust, un ente di beneficenza che combatte i crimini commessi con armi da taglio attraverso l'educazione e le campagne di sensibilizzazione: «È fondamentale che le risposte alla violenza giovanile grave siano adeguatamente finanziate e tengano conto della realtà che molti bambini e giovani vulnerabili si trovano ad affrontare. Accogliamo con favore l'attenzione rivolta a un supporto precoce e coordinato per i bambini e i giovani trovati in possesso di coltelli, e l'impegno a interventi tempestivi e mirati che privilegino la tutela e la riabilitazione rispetto a un'ulteriore criminalizzazione. Troppo spesso, bambini e giovani vengono trascinati in gravi episodi di violenza da vulnerabilità radicate e pressioni sistemiche come paura, traumi e sfruttamento criminale. Un impegno costante nell'intervento precoce e nella prevenzione è essenziale e rappresenta un passo importante per affrontare le cause profonde dei reati».

Secondo le ricerche di Youth endowment fund, charity inglese che si occupa di prevenzione della violenza giovanile, tra gli interventi più efficaci ci sono i programmi di deterrenza mirata, quando c’è bisogno di agire non su singoli ma su gruppi a rischio, e progetti per far crescere fin da piccoli le cosiddette social skill ossia le competenze che permettono di comunicare, relazionarsi e interagire con empatia e in modo appropriato.