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Come sarà il Generali Stadium di Milano (Ansa).
Deve essere funzionale, vantaggioso economicamente, ma soprattutto favoloso. Perché il compito principale del nuovo stadio di Milano, agli occhi dei tifosi di Inter e Milan e in generale dei milanesi, è di far dimenticare nientemeno che San Siro, “la Scala del calcio”. E il paragone con il teatro più famoso del mondo non è secondario nell’immaginario collettivo, perché fu a sua volta al centro delle polemiche nel 2002 quando si procedette alla sua ristrutturazione per adeguarlo tecnologicamente.


“Stanno distruggendo l’acustica della Scala!”, berciarono i soliti loggionisti (gli stessi che fischiarono anni prima un dio del podio come Carlos Kleiber, che coraggio…), poi le accese polemiche si spensero e oggi, a distanza di un ventennio, la Scala gode di ottima salute (anche acustica).
Le polemiche ci sono state, e parecchie, anche per il nuovo stadio di Milano, con comitati di quartiere che non amano cantieri rumorosi e polverosi, ricorsi e appelli contro la demolizione di San Siro, consiglieri comunali ideologicamente refrattari al cambiamento. Le due società, Inter e Milan, hanno fanno capire chiaramente in più occasioni negli ultimi anni che, senza stadio nuovo, si sarebbero trasferite fuori dalla città, lasciando nelle mani dell’amministrazione comunale il cerino acceso della gestione di un’arena vuota e necessitante di interventi di ristrutturazione. A spese dei contribuenti, ça va sans dire.


Nel novembre 2025 il passaggio di proprietà del vecchio stadio e del terreno alle due società ha tracciato un solco tra passato e presente, e il 29 ottobre si è incominciato a intravedere il futuro.
Innanzitutto, il nome. Generali Stadium. Anche in questo caso storceranno il naso in molti. Ancora oggi, a distanza di 46 anni dall’intitolazione a Giuseppe Meazza, lo stadio di Milano continua a essere chiamato dai più “San Siro”. Figurarsi Generali Stadium. Però pecunia non olet e la compagnia di assicurazioni riverserà nelle case di Inter e Milan 650 milioni di euro in 25 anni pur di battezzare col proprio brand il nuovo stadio. E un quarto di secolo è un lasso di tempo sufficiente per rendere orecchiabile e abitudinario un nome.
Come sarà la nuova casa di nerazzurri e rossoneri? I rendering messi a disposizione danno l’impressione di uno stadio ovviamente di concezione contemporanea, costruito per essere “abitato” anche senza partite in corso, nell’area intorno all’arena sorgeranno hotel, musei, negozi, uffici, ristoranti, spazi pubblici e nuove aree verdi.
Il progetto è firmato dagli studi Foster+Partners e Manica, autori, singolarmente o in partnership, del nuovo Wembley di Londra e del Chase Center di San Francisco, casa dei Golden State Warriors della Nba, per fare due esempi.


La struttura esterna sarà caratterizzata da una trama diagonale a forma di X e da una copertura studiata anche per trattenere il più possibile il suono all’interno dell’arena. I due anelli daranno spazio a un massimo di 71.500 spettatori. Secondo il calendario annunciato dai club, dovrebbe venire inaugurato con la stagione 2031-32, in tempo anche per ospitare eventualmente la finale dell’Europeo 2032.
I colori neutri nella struttura esterna vireranno sul blu o sul rosso, a seconda che siano l’Inter o il Milan la squadra di casa. L’effetto, soprattutto nel buio della sera, si prospetta spettacolare. “Luci a San Siro non ne accenderanno più”, cantava Vecchioni, ma forse il futuro che aspettano Inter, Milan e la città è ancora più luminoso.






