Avevamo lasciato i giovani pavesi Max Pezzali e Mauro Repetto, interpretati dai bravissimi Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, dopo il successo del loro primo album, Hanno ucciso l’uomo nel 1992. La seconda stagione di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, una serie record di ascolti, ideata, prodotta e co-diretta da quel genio di Sydney Sibilia, parte da quello che sappiamo già essere l’epilogo degli 883: l’amicizia e il sodalizio artistico che si rompono.

Cultura e spettacoli

«Vi racconto com'è andata davvero la storia degli 883»

«Vi racconto com'è andata davvero la storia degli 883»
«Vi racconto com'è andata davvero la storia degli 883»

Per fare però subito un salto indietro: cosa accade quando due ragazzi di provincia diventano famosi? Ma ancor prima di riprendere la storia dei due amici, c’è una sorta di spin-off, un episodio a sorpresa dedicato a un’altra coppia nata per caso e artefice di un successo fulminante quanto effimero: quella dei fratelli Righeiria, che in realtà fratelli non erano, ma due compagni di scuola in un liceo di Torino nel 1982, Stefano Rota e Stefano Righi accomunati dall'amore per il punk, e che poi si trovarono a a infiammare le hit e le discoteche con Vamos a la playa e No tengo dinero, che di punk non avevano granché. E salutati con un po’ di malinconia i due ragazzi di cui ancora si balla o i brani, ritroviamo nel secondo episodio Max che si interroga su chi sia veramente e dove voglia an dare come uomo e come musicista, parlando con la fantasma della sua ex Silvia, per la quale tutto era cominciato e che è andata a studiare a Dublino lasciandolo al suo destino.

Ironia, ritmo, commistione di linguaggi, e un po’ di critica allo star system per una storia che abbraccia due generazioni.

Sky Italia
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Dichiarano gli autori Francesco Agostini, Marco Pettenello, Sydney Sibilia: «In provincia, avere un sogno non è una cosa da poco. Se poi quel sogno è fare musica, beh, la possibilità che si realizzi è ancora più difficile. Eppure Max e Mauro, due sfigati che diventano amici per caso sui banchi di scuola, riescono in questa impresa incredibile. Insieme sfondano il muro di nebbia e zanzare della provincia pavese e diventano gli 883, un duo che, con soli due album, cambia per sempre la storia della musica italiana.

La sfida nella scrittura della prima stagione è stata quella di raccontare non un’agiografia degli 883, bensì una storia intima – ma universale – di due amici che condividono un sogno. Il racconto di un coming of age di provincia che porta due improbabili outsider a esibirsi sui palchi più prestigiosi d’Italia. Max e Mauro, in questo senso, erano e sono tutti noi; rappresentano i ragazzi e le ragazze cresciuti negli anni ’90, lontani dai cellulari, da internet e dai social.

La scrittura della seconda stagione ha presentato una sfida ancora più complessa. Così come gli otto episodi della prima stagione ci accompagnavano alla scoperta del primo album degli 883, la seconda stagione racconterà la nascita e, soprattutto, le conseguenze dell’uscita di Nord Sud Ovest Est, quello che sarà il secondo e l’ultimo album scritto da Max e Mauro insieme.

Perché la sfida è più complessa? Perché un conto è raccontare due amici che hanno un sogno e lo realizzano. Ma come si può raccontare la fine di quella storia? Come si può raccontare la separazione di due amici, di due fratelli che, un anno fa, abbiamo raccontato come indivisibili?

La risposta a questa domanda crediamo di averla trovata nel significato che abbiamo dato al loro «diventare adulti». Max e Mauro, crescendo, hanno iniziato lentamente a guardare il mondo in modo diverso. Un allontanamento quasi invisibile, avvenuto senza che nessuno dei due riuscisse davvero ad accorgersene, trascinato non solo dalle loro scelte personali, ma anche da tutto quello che il successo aveva iniziato a muovere intorno a loro.

Nell’estate del 1993, per Max e Mauro era ormai impossibile perfino prendersi un caffè insieme senza essere fermati da decine di fan, fotografi e addetti ai lavori. Quello che fino a poco tempo prima era «il sogno» diventa troppo in fretta «un lavoro» e, soprattutto Mauro, non è pronto a questo cambiamento.

Nei nuovi otto episodi scopriremo come quella domanda che chiudeva la prima stagione («Come la ballo io questa, Max?») diventerà il fulcro e la causa di questo cambiamento epocale. Perché, mentre il mondo intorno a loro cambia velocemente, Max e Mauro iniziano lentamente a non riconoscersi più nello stesso sogno. Eppure, anche mentre le loro vite prendono direzioni diverse, resta intatto il legame profondo che li ha uniti fin dal primo giorno: quello di due ragazzi di provincia che, insieme, hanno provato a conquistare il mondo».