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Chiara Costanzo, morta a 16 anni nell'incendio di Cras-Montana (Fonte INSTAGRAM/Chiara Costanzo)
Un’intera comunità scolastica raccolta, commossa, unita nel ricordo. Al liceo scientifico Nicola Moreschi è stata inaugurata l’aula magna intitolata a Chiara Costanzo, la studentessa scomparsa tragicamente nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Un momento intenso, doloroso ma allo stesso tempo attraversato da una forte tensione vitale: quella di chi resta e sceglie di trasformare il dolore in memoria e futuro. Alla cerimonia ha partecipato tutta la scuola.


Dopo la lettura della lettera del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sentita e partecipe, è intervenuta la dirigente scolastica regionale Luciana Volta. Ma il momento più toccante è stato senza dubbio il saluto del padre di Chiara. Con parole semplici e profonde, Andrea Costanzo ha restituito il ritratto di sua figlia: il suo amore per la vita, la curiosità instancabile, la passione che metteva in ogni cosa.
Un ricordo che resterà per sempre legato al luogo dove Chiara ha trascorso tanto tempo: la scuola. Proprio per questo la comunità scolastica, fatta di studenti e adulti, ha deciso di dedicarle l’aula magna, accogliendo l’invito del padre a “ricordarla per sempre”. Il vuoto lasciato da Chiara non potrà essere colmato.


Ma per dare un senso a una perdita così grande, la famiglia ha scelto di costruire qualcosa che guardi avanti: la Fondazione Chiara Costanzo. Un’eredità concreta dei suoi sogni. L’obiettivo è chiaro: offrire ad altri giovani la possibilità di realizzare i propri, soprattutto quando ostacoli economici rischiano di impedirlo. Nascono così le “borse di sogno”, destinate a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 23 anni. Non semplici borse di studio, ma percorsi che guardano al futuro, capaci di trasformare talento e aspirazioni in realtà. I requisiti richiesti sono impegno, serietà, merito e passione. Le borse finanzieranno esperienze di studio all’estero, progetti sportivi agonistici e percorsi formativi di alto livello. E c’è un elemento che rende questa iniziativa ancora più significativa: chi riceve, un giorno restituirà. In una circolarità che è vita, che continua, che si rinnova. Un modo concreto per far sì che il sogno di Chiara non si interrompa, ma continui a camminare nei passi degli altri.








