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Pino Puglisi e Rosario Livatino, protagonisti di un corso per insegnanti
Le figure del giudice Rosario Livatino, fresco patrono dei magistrati italiani, e di Padre Pino Puglisi, entrambi vittime di mafia, sono al centro di un progetto di aggiornamento rivolto agli insegnanti del ciclo secondario di tutta Italia, in tema di educazione civica, che parte il 6 novembre, promosso dall’Ufficio regionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della Conferenza Episcopale Siciliana. Intitolato Uomini e donne responsabili, cittadini credibili il corso è aperto a tutti gli insegnanti delle scuole italiane di ogni ordine e grado.
Il titolo si ispira a una frase «Alla fine della vita non vi sarà chiesto se siete stati credenti ma se siete stati credibili», frequentemente riportata di Rosario Livatino, magistrato ucciso a 38 anni dalla mafia, il 21 settembre del 1990, da poco nominato patrono dei magistrati italiani. Il corso è ispirato a lui e a don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio, ucciso a Palermo il 15 settembre del 1993.
Il corso si occupa di legalità, cittadinanza e responsabilità. Inizia il 6 novembre con un incontro intitolato: “La Costituzione e il Vangelo come bussola” a cura del Professor Andrea Porcarelli. Tra i temi trattati: “La credibilità: essere ciò che si insegna“, “La mafia come antistato e anticultura“, “La necessità della cura per una relazione credibile“, “Il rispetto dell’altro e l’attenzione alle periferie esistenziali“, “Didattica della memoria attiva”, “Comunicare la legalità nell’era digitale” e un “Workshop: progettare l’UDA di Istituto“.
Che Costituzione e Vangelo possano radicare insieme un percorso e civile e religioso, lo dice la vita di tanti sacerdoti che hanno segnato la storia del Paese e della Chiesa: Don Luigi Ciotti fondatore di Libera non a caso ripete quella frase di Livatino come riferimento a ogni occasione. Costituzione e Vangelo sono i suoi fari, come lo sono stati per tante figure che hanno vissuto insieme, l’impegno religioso e civile, come specchio l’uno dell’altro: Padre David Maria Turoldo, don Lorenzo Milani e prima di Loro don Primo Mazzolari, don Giovanni Minzoni.
Lo dice la vita stessa di don Paolo Puglisi e Rosario Livatino, due martiri che la Chiesa ha riconosciuto per i propri canoni “beati”, e che ispirano questo corso come modelli di cittadinanza credibile, che possono essere tali per la scuola tutta, indipendentemente dalla sua sensibilità laica o cristiana, proprio perché anche per lo Stato sono stati esempi per come si sono portati nella vita civile.
Sono gli storici del diritto laici del resto, ad affermare che alla base della laicità del costituzionalismo liberal-democratico c’è anche l’evangelico «Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio», che ha dato come ricorda Augusto Barbera, ex presidente della Corte Costituzionale e autore di saggi sul tema tra cui il pregevole Laicità, alle radici dell’Occidente (Il mulino), una spinta decisiva alla laicizzazione del diritto e quindi allo scostamento tra "reato” e “peccato” e alla reciproca “indipendenza” di sfera civile e religiosa.
Mentre è papa Leone XIV a ricordare nei primi paragrafi dell’enciclica Magnifica Humanitas a ricordare che «Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige (…) una corresponsabilità coraggiosa. Nessuna mano, da sola, è sufficiente a sostenere il peso delle sfide che attraversano il mondo; e nessuna è così debole da non poter offrire il proprio contributo: “La forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza. A ciascuno il suo tratto di muro: scienziati e ricercatori, imprenditori e lavoratori, educatori e legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede. Questa è la logica della sussidiarietà, che valorizza la cooperazione tra generazioni, tra popoli, tra discipline e culture come via maestra per far crescere stabilità, prosperità e pace. Le tensioni e le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa».
Proprio dalla Magnifica Humanitas muovono gli incontri 2026/27 della Scuola di cittadinanza e partecipazione promossa dal Servizio per la Pastorale sociale della Diocesi di Pavia, che in questo ciclo coinvolge scuola e cittadini sul tema: Le frontiere dell'umano oggi.
Non, sono poche, e non per caso, in questi tempi disorientati le iniziative che cercano di fare luce sui punti di convergenza tra sfera civile e cristiana: a Roma il 16 e il 17 novembre BET.PoloBiblico dedica un convegno di due giorni al tema “Bibbia e Costituzione”, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica: «Si propone», scrivono gli organizzatori, «di mettere in luce, con un approccio laico e interculturale, la rilevanza e l’incidenza del testo biblico sia nel corso della storia che nel tempo attuale. I relatori, che intrecceranno linguaggi e sensibilità diverse, metteranno in luce se e come i due testi fondativi Bibbia e Costituzione risuonino nel dibattito pubblico su questioni di grande attualità politica e giuridica».









