«L’uso delle piattaforme digitali e dei sistemi di IA», ha scritto Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas, «accelera i profondi cambiamenti nella comunicazione pubblica e politica. Strumenti che potrebbero favorire il confronto e la partecipazione vengono spesso impiegati per costruire narrazioni distorte e confondere i confini tra vero e falso, mescolando dati e opinioni. La disinformazione non nasce con l’IA, ma trova oggi in essa un moltiplicatore potente. La possibilità di manipolare contenuti, immagini e filmati espone i cittadini a prospettive parziali o fuorvianti. Il problema riguarda la dimensione culturale e morale, poiché la qualità della comunicazione pubblica dipende direttamente dalla fiducia sociale e incide su di essa. Un’informazione veritiera, infatti, non nasce da un controllo centralizzato o automatizzato. Nel discorso pubblico, la verità dei fatti possiede una dimensione razionale, poiché richiede verifica, riscontro delle fonti e responsabilità argomentativa; ma è ancor più relazionale: si costruisce attraverso legami di fiducia e pratiche condivise, in un confronto onesto con gli altri e con il mondo. Solo la ricerca condivisa della verità dei fatti, assunta come bene comune, può fondare una comunicazione giusta».

A person holds in his hands the Encyclical Letter \\\"Magnifica Humanitas\\\" focused on the rise of artificial intelligence, on the day of its promulgation by Pope Leo XIV, in The Vatican on May 25, 2026. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
A person holds in his hands the Encyclical Letter \\\"Magnifica Humanitas\\\" focused on the rise of artificial intelligence, on the day of its promulgation by Pope Leo XIV, in The Vatican on May 25, 2026. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
La "Magnifica Humanitas" prima enciclica di Papa Leone XIV (ANSA)

Chissà se chi in questi giorni diffonde, sui social, ma anche su testate ufficiali (è capitato su un sito di divulgazione scientifica), immagini che danno l'idea di aver colto papa Leone XIV dal buco della serratura della sua stanza d’ospedale e che sono generate con l’IA (Intelligenza Artificiale) dunque non reali, ha letto queste righe della Magnifica Humanitas, profetica enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale?

Forse no, perché proprio lì sta il punto. Manipolare contenuti, esporre a prospettive fuorvianti, violare il patto di fiducia tra chi pubblica e chi guarda, rischi dai quali non ci si preserva limitandosi a dichiarare "generato con IA". Intanto perché qualcuno potrebbe salvare, inoltrare e non dichiararlo più e quindi aprire la strada a spacciare per vero ciò che è fittizio.

Ma non solo per quello: "vestire" la notizia vera, e positiva, del Papa che comincia a camminare il giorno dopo l'intervento e che esegue con diligenza la fisioterapia, con immagini create con l'IA, ancorché onestamente dichiarate tali, in cui si vede un paziente che compie queste pratiche abbigliato come normalmente si sta in ospedale, dentro una stanza in mezzo a medici, infermieri, suore, facendo in modo che quel paziente abbia la papalina in testa e le sembianze di Robert Prevost, ancorché protetto da una mascherina, non è un'operazione neutra: si presta a trarre in inganno chi non abbia l'occhio professionale per capire che quei medici e quelle infermiere non sono realisticamente il personale di un ospedale italiano, perché troppo perfetti, come i figuranti che si usano nelle foto cosiddette still life, posate ad hoc e utili sulla stampa quando c'è bisogno di una immagine e quella vera o non esiste o non si potrebbe usare sui media perché viola la privacy o altre norme di legge o deontologiche.

Chi non conosce queste dinamiche davanti a quelle immagini, per il resto realistiche, credibili, ben fatte, potrebbe essere portato a prenderle per vere. Anche se sono palesemente false, anche se la Santa Sede non ha diffuso alcuna immagine del pontefice al Gemelli dopo quelle davanti all'ingresso al momento dell'arrivo prima del ricovero e prima di quelle della messa celebrata in ospedale il 16 ottobre.

A handout picture, provided by Vatican Media Press Office, shows Pope Leo XIV celebrating Mass in the hall set up on the 10th floor of the Gemelli Polyclinic, Rome, 16 October 2026. ANSA/Vatican Media Press Office +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE - NO ARCHIVING - NO LICENSING - NPK +++
A handout picture, provided by Vatican Media Press Office, shows Pope Leo XIV celebrating Mass in the hall set up on the 10th floor of the Gemelli Polyclinic, Rome, 16 October 2026. ANSA/Vatican Media Press Office +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE - NO ARCHIVING - NO LICENSING - NPK +++
Papa Leone celebra la messa al decimo piano del Policlinico Gemelli (ANSA/Vatican media press office)

In ambito scientifico-medico è frequente servirsi di immagini create con l'AI, ed è anche accettato, purché sia dichiarato, quando si devono illustrare concetti teorici, meccanismi scientifici complessi o scenari futuristici che non possono essere fotografati nella realtà. Oppure per creare infografiche o modelli visivi che aiutino a far comprendere un fenomeno scientifico a un pubblico di non addetti ai lavori.

Altro è inserire persone reali in contesti non reali: c'è un diritto all'immagine che non viene meno in caso di persone pubbliche. E la privacy tutela anche le persone pubbliche in tema di salute.

C'è un doppio tema in gioco: il filo del rasoio che sta tra il solletico e l'inganno di chi guarda, quindi la violazione di un patto di fiducia. E quello che sta tra il vero e il falso che però non tutela in quanto tale, anzi, la dignità di chi viene visto in un contesto realistico ma non reale, in una condizione di riservatezza e fragilità per la quale non ha dato consenso.

Può darsi (ma è da provare) che la mascherina basti a sfangarla sul piano giuridico, ma fino a che punto possiamo dire che sul piano umano non leda la riservatezza e la dignità una immagine che mostra la fragilità di una persona reale facendola vedere “come se” nel luogo più delicato che esista, una stanza di ospedale?

«La comunicazione», scrive ancora Papa Leone: «"non è solo trasmissione di informazioni, ma è creazione di una cultura". I contenuti che circolano negli ambienti digitali influenzano il modo in cui le persone percepiscono il mondo e introducono nella coscienza comune immagini e racconti che orientano i desideri e influenzano le scelte quotidiane. “Non è un mondo parallelo o puramente virtuale”, perché ciò che nasce in rete entra ormai a far parte della vita delle persone, soprattutto dei più giovani. 136. Per questo, chi controlla le piattaforme digitali e i mezzi di comunicazione possiede una notevole capacità di incidere sull’immaginario collettivo e di proporre come desiderabile una certa visione della realtà. È un potere che chiede di essere continuamente illuminato dalla ricerca della verità e dal rispetto della dignità umana, perché la cultura che si genera nella rete non diventi strumento di eccessiva distrazione, di omologazione e di dominio, ma spazio in cui possano maturare libertà interiore e pensiero critico"».

Se i piani di vero e di falso si confondono, si confonde anche il pensiero critico, si sconfina nella manipolazione, si smette di domandarsi che effetto che fa il falso dell'IA sulle persone vere, se possa in qualche modo ferirle anche in assenza di intenzioni malevole.

E dà da pensare il fatto che tutto questo stia accadendo al Papa che ha dedicato all'AI una enciclica e che sulla propria salute ha dato una lezione di chiarezza, lodata in tutto il mondo per una trasparenza che è stata letta come quanto di più distante dall'opacità degli arcana imperii. Senza che tutto questo sia riuscito a proteggerlo.