Di recente ho avuto modo di vedere al cinema il film ...che Dio perdona a tutti di Pif.

La pellicola mi è stata di grande conforto e, al di là dei momenti sagaci che mi ha donato, strappandomi non poche risate, mi ha aiutato a comprendere meglio chi sono, dove sto andando e che cristiana sono oggi.

La cosa che mi ha lasciato senza parole è che Pif, un uomo che si definisce agnostico, mi faccia riflettere su tanti aspetti del mio credo più di chi si definisce fervido cattolico. Forse molti si proclamano tali più per moda che per convinzione. Non sarebbe allora più opportuno parlare di uguaglianza, condivisione e amore che di religione e fede? Alla fine è questo il messaggio che ci ha lasciato Gesù e sono proprio questi i valori che lo stesso artista auspica.

Laura Gorini

A volte chi si dice agnostico comprende il Vangelo più di chi lo professa. Non stupisce: Gesù di Nazaret non cercava etichette, ma verità di vita.

Hai ragione: amore, condivisione, uguaglianza sono il cuore. Ma non sono “al posto” della fede.

Per il cristiano sono invece il frutto di un incontro reale con Cristo, una sorgente che rende questi valori più esigenti e duraturi. Senza dimenticare – è uno dei messaggi del film – che verità e carità devono tenersi insieme in un equilibrio tanto difficile da trovare quanto necessario.

Senza la radice della fede di Cristo quei valori rischiano di restare ideali belli, ma fragili. Il punto, allora, non è scegliere tra religione e umanità, ma evitare sia una fede vuota che un umanesimo senza profondità. Se quel film ti ha aiutato è un bene: custodisci ciò che hai riconosciuto vero e chiediti da dove nasce e come può restare nel tempo.