Lc 16,9-15 - Sabato della XXXI Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari

«Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti». Due cose emergono con forza dal Vangelo di Luca di oggi. La prima è che le cose grandi della vita si costruiscono attraverso le cose piccole. Sono le piccole fedeltà quotidiane a renderci capaci di essere affidabili nelle grandi sfide.

Una parola mantenuta, un impegno rispettato, una preghiera fatta anche quando non ne abbiamo voglia. Ma se non siamo abituati a essere fedeli nelle piccole cose, quando arriveranno quelle grandi finiremo per rovinarle. La grandezza non si improvvisa: si prepara in silenzio, giorno dopo giorno. Chi impara a essere fedele nel poco sta già allenando il cuore per il molto. E poi c’è un’altra questione importante. Gesù dice: «Non potete servire Dio e la ricchezza».

Non si può cioè pensare che ciò che ci salva la vita sia Dio e allo stesso tempo fare affidamento sul denaro. Il testo greco lo chiama Mammona, quasi fosse un idolo con un nome proprio. E in effetti questo mondo sembra governato proprio da lui. Ma un cristiano è un uomo che non si sottomette alle logiche del possesso e all’illusione della ricchezza. Non si lascia ricattare dalla paura di perdere ciò che ha, perché sa che la sua vita è nelle mani di un Padre che non lo abbandona mai. Avere dei beni può aiutare tanto nella vita. Il problema non sono le cose, ma il posto che diamo loro nel nostro cuore.

Bisogna smascherare la grande menzogna secondo cui molti beni renderebbero felici le persone. Conosco tanti ricchi che sono anche profondamente infelici. Hanno tutto eppure manca loro l’essenziale. Perché il cuore umano è fatto per qualcosa di più grande di ciò che si può comprare. Nessun conto in banca può darci quello che solo Dio sa dare: un senso, una pace, una speranza che non si consumano.