Dal sostegno agli anziani durante la pandemia ai percorsi di reinserimento per detenuti e minori in area penale. Nel podcast Aziende di valore – Il bene che lavora Andrea Forghieri e Cinzia Neglia raccontano il progetto che ha coinvolto migliaia di persone fragili in tutta Italia

Cosa può nascere dall'incontro tra una delle principali banche italiane e la più capillare rete di solidarietà del Paese? La risposta arriva dall'ultima puntata di Aziende di valore – Il bene che lavora, il podcast di Famiglia Cristiana dedicato alle esperienze in cui impresa e responsabilità sociale si incontrano per generare valore nelle comunità.

Protagonisti dell'episodio sono Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale, e Cinzia Neglia, referente dell'ambito giustizia di Caritas Italiana, che raccontano il percorso di "Aiutare chi aiuta", il programma nato nel 2020 dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana per sostenere le nuove fragilità emerse durante la pandemia.

«La rete delle Caritas diocesane rappresenta per noi un braccio operativo straordinario», spiega Forghieri nel corso della puntata. «Riesce ad arrivare alle zone più marginali, dove le fragilità emergono con maggiore evidenza e dove spesso le risorse disponibili sono insufficienti».

Da allora il progetto è diventato un programma stabile e strutturato. Prima il sostegno alle persone colpite dagli effetti economici e sociali del Covid, poi gli interventi contro la solitudine degli anziani, la povertà educativa e infantile. Fino all'attenzione rivolta al mondo del carcere.

«Noi abbiamo scelto Caritas perché è una sentinella», racconta ancora Forghieri. «È uno degli attori sociali che riesce meglio a registrare i bisogni e a trovare risposte adeguate grazie alla forza dei suoi volontari».

Quando la giustizia incontra la misericordia

Tra le iniziative più significative c'è "Giustizia con Misericordia", il progetto dedicato alle persone detenute e alle loro famiglie. In due anni ha raggiunto oltre 14 mila beneficiari attraverso percorsi di ascolto, formazione, accoglienza e reinserimento sociale. Dietro i numeri, però, ci sono soprattutto storie.

«In carcere è importante chi ti dà morale, chi ti tratta come una persona. Non sentirsi soli fa la differenza». È la frase di un detenuto che Cinzia Neglia ricorda durante il podcast e che sintetizza il cuore dell'intero progetto.

L'obiettivo non è soltanto offrire un aiuto materiale, ma creare opportunità di cambiamento. «Mettere al centro dell'attenzione la persona e il suo benessere dà sempre risultati positivi», spiega la referente di Caritas Italiana.

Tra le esperienze raccontate c'è quella di un giovane detenuto che, grazie a una struttura coinvolta nel progetto, ha potuto trascorrere un permesso premio insieme al padre dopo anni di separazione. «Aveva bisogno di chiedergli perdono», racconta Neglia. «Dopo quell'incontro appariva riconciliato con se stesso e disposto a riprendere in mano la propria vita».

Il nuovo progetto per i minori

Da questa esperienza nasce oggi "Jobel", la nuova iniziativa dedicata ai giovani coinvolti nel circuito penale minorile. Il progetto interesserà i territori in cui sono presenti gli Istituti Penali per i Minorenni e offrirà percorsi di studio, formazione professionale, accompagnamento al lavoro e reinserimento sociale.

«La novità», sottolinea Neglia, «è che per la prima volta abbiamo costruito una progettazione nazionale unitaria, sviluppata poi sui territori, per aumentare l'impatto delle azioni e delle opportunità offerte ai ragazzi». L'idea è quella di intervenire non solo sulle conseguenze del disagio, ma anche sulle sue cause, coinvolgendo comunità, scuole, parrocchie e realtà locali.

Una banca che investe nella coesione sociale

Nel podcast emerge anche una domanda che molti potrebbero porsi: perché una banca dovrebbe impegnarsi in progetti di questo tipo?

La risposta di Forghieri è chiara: «Le povertà e le disuguaglianze non sono soltanto un problema sociale, ma rappresentano anche un ostacolo alla crescita economica. Per noi questa non è soltanto una scelta etica, ma una visione strategica». Una visione che il gruppo bancario ha inserito anche nel proprio piano d'impresa, prevedendo investimenti significativi in iniziative sociali e sostenibili nei prossimi anni. Ma forse il risultato più importante di "Aiutare chi aiuta" non è nei numeri o nei finanziamenti. È nella capacità di attivare nuove energie nelle comunità.

«Nel progetto Giustizia con Misericordia hanno partecipato oltre 1.500 volontari», ricorda Neglia. «Quasi 300 di loro erano alla prima esperienza. Significa che le persone, quando vengono coinvolte, sono ancora capaci di mettersi al servizio degli altri».

Ed è forse questa la lezione più preziosa che emerge dalla puntata: la lotta alle fragilità non può essere delegata a un singolo soggetto. Ha bisogno di alleanze, di fiducia reciproca e di comunità capaci di riconoscere il valore di ogni persona, anche quando la sua storia sembra aver preso la strada sbagliata.

Ascolta Aziende di valore - Il bene che lavora anche su Spotify, Spreaker e Apple Podcasts.