La sopravvissuta Micaela Coletti: «Quel giorno persi quasi tutta la mia famiglia. Mio padre lavorava nei cantieri della diga e aveva capito che qualcosa non andava. Non ci fu alcun tipo di sostegno psicologico. Vado nelle scuole per spiegare che non si trattò di una calamità naturale, ma di una tragedia provocata dall’uomo»