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venerdì 22 giugno 2018
 
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La Quaresima, tempo di penitenza, non di lutto

18/02/2018  Papa Francesco ricorda che nel tempo di preparazione all aPasqua siamo chiamati a vincere le tentazioni, per scoprire la Buona novella che ha bisogno, per essere compresa, di conversione. Poi saluta i detenuti e invita i giovani a partecipare al percorso preparatorio del Sinodo che li riguarda.

Chiede preghiere per gli esercizi spirituali che, come ogni anno, si svolgeranno ad Ariccia. Papa Francesco, con la curia romana, partirà questa sera alla volta dei castelli romani per meditare all’inizio della Quaresima. Nell’Angelus di questa prima domenica del tempo quaresimale ricorda anche la riunione presinodale che vedrà convergere a Roma, dal 19 al 24 marzo circa 300 giovani da tutto il mondo mentre altri potranno collegarsi online per esprimere le proprie opinioni in vista dell’appuntamento di ottobre che li riguarda. E rivolge un saluto particolare ai detenuti: «Cari fratelli e sorelle che siete in carcere, incoraggio ciascuno di voi a vivere il periodo quaresimale come occasione di riconciliazione e di rinnovamento della propria vita sotto lo sguardo misericordioso del Signore. Dio non si stanca di perdonare».

Prima, Francesco aveva affrontato i temi delle tentazioni, della conversione e della Buona notizia: «Tre temi», sottolinea il Papa. «Gesù va nel deserto per prepararsi alla sua missione nel mondo. Egli non ha bisogno di conversione, ma, in quanto uomo, deve passare attraverso questa prova, sia per Sé stesso, per obbedire alla volontà del Padre, sia per noi, per darci la grazia di vincere le tentazioni».

La preparazione alla missione nel mondo passa per il combattimento «contro lo spirito del male, cioè contro il diavolo». E anche per noi, aggiunge il Papa, «la Quaresima è un tempo di “agonismo” spirituale, di lotta spirituale: siamo chiamati ad affrontare il Maligno mediante la preghiera per essere capaci, con l’aiuto di Dio, di vincerlo nella nostra vita quotidiana. Noi lo sappiamo, il male è purtroppo all’opera nella nostra esistenza e attorno a noi, dove si manifestano violenze, rifiuto dell’altro, chiusure, guerre, ingiustizie. Tutte queste sono opera del maligno e del male».

Ma dopo la prima parola, tentazione, c’è la seconda, Buona notizia. Che ha bisogno, terza parola, di conversione. Gesù annuncia, ricorda il Papa che «”Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”, e poi rivolge l’esortazione: “Convertitevi e credete nel Vangelo”, credete cioè a questa Buona notizia che il regno di Dio è vicino. Nella nostra vita abbiamo sempre bisogno di conversione, tutti i giorni e la Chiesa ci fa pregare per questo».

Ma bisogna avere «il coraggio di respingere tutto ciò che ci porta fuori strada, i falsi valori che ingannano attirando in modo subdolo il nostro egoismo. Invece dobbiamo fidarci del Signore, della sua bontà e del suo progetto di amore per ciascuno di noi».

La Quaresima è il tempo per fare questo: un tempo di penitenza, ma non di lutto. «La Quaresima», sottolinea il Papa, «non è un tempo triste! Questo dobbiamo essere attenti. È un tempo di penitenza, ma non è un tempo di lutto. È un impegno gioioso e serio per spogliarci del nostro egoismo, del nostro uomo vecchio, e rinnovarci secondo la grazia del nostro Battesimo».

Sapendo che «soltanto Dio ci può donare la vera felicità: è inutile che perdiamo il nostro tempo a cercarla altrove, nelle ricchezze, nei piaceri, nel potere, nella carriera… Il regno di Dio è la realizzazione di tutte le nostre aspirazioni più profonde e più autentiche, perché è, al tempo stesso, salvezza dell’uomo e gloria di Dio».

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«Facciamo esperienza del deserto interiore per ascoltare la voce di Dio»
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