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martedì 25 giugno 2019
 
la cerimonia
 

«La vita di Natuzza è stata una lettera scritta nella sofferenza e nell'amore al Signore»

06/04/2019  Migliaia di fedeli per l’apertura della causa di beatificazione della mistica di Paravati. Il vescovo di Mileto, Luigi Renzo: «Evento che onora tutta la Chiesa. Mamma Natuzza ci ha lasciato la sua testimonianza, dentro la Chiesa, di donna, di mamma e di cristiana innamorata di Gesù, al punto da sacrificare tutto a questo scopo»

La mistica Natuzza Evolo di Paravati (Vibo Valentia) è morta il 1° novembre 2009
La mistica Natuzza Evolo di Paravati (Vibo Valentia) è morta il 1° novembre 2009

Sulla spianata della Villa della Gioia di Paravati (Vibo Valentia) ci sono circa settemila persone. Sono arrivate da ogni parte della Calabria, e non solo, per Natuzza Evolo, la mistica di Paravati di cui oggi si apre il processo di beatificazione: «Questa celebrazione», dice il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, «avrebbe dovuto svolgersi nella nostra Basilica Cattedrale di Mileto, ma per la vostra risposta entusiastica e come sempre sovrabbondante, per motivi di sicurezza e per consentire a tutti di poter assistere in diretta alle operazioni, d'accordo col postulatore don Enzo Gabrieli, ho ritenuto di derogare alla norma per trasferirci in assemblea qui alla Villa della Gioia. Di questo ringrazio anche la Fondazione che ci ha consentito di tenere qui questa storica assemblea».

Con monsignor Renzo celebrano la Messa sei vescovi e un centinaio di sacerdoti: «Questo evento», afferma Renzo, «fa onore e nobilita Paravati, la Chiesa di Mileto-Nicotera-Tropea, la Calabria, la Chiesa tutta. L'evento che stiamo vivendo è un momento straordinario, che coinvolge tutta la Chiesa in quanto la Santità è prerogativa della Chiesa e non è mai un fatto privato. E noi siamo qui come Chiesa una, santa, cattolica e apostolica a rendere onore a Natuzza».

Il vescovo nella sua omelia ringrazia «i figli di Natuzza, compreso chi non c'è più, i suoi nipoti e familiari diretti» per «la vostra testimonianza di silenziosa pazienza e di intimo riserbo finora dimostrato per tutto l'insieme. La mia gratitudine, infine, anche se sarebbe stato più giusto premetterla, va al Signore per il dono che ci ha fatto di Mamma Natuzza, e inoltre grazie proprio a lei, a Mamma Natuzza, non solo per la sua testimonianza di fede, ma anche per la cura e la premura che mi ha riservato soprattutto in questi ultimi mesi».

Monsignor Renzo svela anche un piccolo retroscena personale: «Vi assicuro che oggi non sarei stato qui e non avremmo potuto aprire la causa senza il suo concreto ed avvertito aiuto. Stava per saltare tutto per alcune complicazioni che si erano frapposte a causa dell'intervento chirurgico che nei giorni scorsi ho dovuto sostenere a Bologna. Mi son visto quasi perduto quando alla fine di febbraio da Bologna mi chiesero nuovi esami clinici che comportavano tempi lunghi. Il tempo stringeva e non sapevo come risolvermi. Ho chiesto a lei di aiutarmi a risolvere il problema, se non voleva che saltasse tutto. Devo riconoscere che non si è fatta pregare perché ho trovato tutte le porte aperte e la massima collaborazione. In una settimana ho fatto tutti gli esami grazie alla disponibilità dei medici di Vibo e di Catanzaro, a cui mi sono rivolto anche tramite amici. Ed eccomi qui, grazie al Signore ed a Mamma Natuzza».

I fedeli arrivati a Paravati per l'apertura della causa di beatificazione
I fedeli arrivati a Paravati per l'apertura della causa di beatificazione

«La chiamata alla santità è per tutti»

Monsignor Renzo spiega ai fedeli in che cosa consiste l’apertura del processo di beatificazione con la fase diocesana, conclusa la quale, sottolinea, «si passerà alla fase romana. Solo allora, quando arriverà il decreto del Papa di riconoscimento delle sue virtù eroiche, potremo parlare della Venerabilità della nostra Mistica». E spiega: «Prima non è consentito alcun segno di pubblica venerabilità. Il farlo potrebbe essere rischioso per l'esito stesso della causa. Oggi quindi non dichiariamo Natuzza beata, ma poniamo i primi passi verso il traguardo. Intanto quel che conta è partire ed è significativo che questo avvenga in tempo di Quaresima, un tempo che in vita ha segnato particolarmente la carne di Natuzza, fino ad una quasi sua immedesimazione col Crocifisso».

Il vescovo di Mileto cita l’esortazione apostolica Gaudete et exsultate di papa Francesco per ricordare ai fedeli che «la chiamata alla santità è per tutti. Il Santo è chi sa fare nella sua vita la scelta radicale di Dio senza lasciarsi disorientare dalle attrattive del mondo. Non significa», aggiunge, «vivere fuori dal mondo, ma di attenerci all'esortazione di Gesù: "Voi siete nel mondo, ma non del mondo". Oggi più che mai rischiamo di essere travolti dalle manie di questa società al punto da far passare in secondo piano, o farci ignorare del tutto, i principi religiosi, in cui diciamo di credere. Così la religione non illumina e non orienta più i comportamenti della nostra vita quotidiana, ma al massimo si riduce ad una cornice senza il quadro. Il santo, invece, prende sul serio il Vangelo e lo vive senza lasciarsi plagiare dalle cose mondane. Anzi, come ci dice S. Paolo, le ritiene "spazzatura" e zavorra non necessaria».

«La gente la vorrebbe presto beata»

  

Dopo la celebrazione eucaristica, si è svolta la prima sessione dell'inchiesta diocesana presieduta da monsignor Renzo e che ha visto il giuramento dei membri del tribunale ecclesiastico composto dal delegato episcopale don Francesco Vardè, dal promotore di giustizia monsignor Saverio Di Bella, dal notaio attuario don Francesco Sicari e dal notaio aggiunto Francesco Reda. A loro va aggiunto don Enzo Gabrieli, postulatore della causa: «Quello di oggi», afferma, «è un momento importante del percorso verso la beatificazione di Mamma Natuzza. I tempi saranno lunghi, sicuramente, ma questa tappa ci aiuta a cogliere una fama di santità che cresce sempre di più tra i fedeli e ci permette di registrare che la gente vorrebbe mamma Natuzza presto beata. Il significato più grande che colgo è questo bisogno di maternità che c’è in tante persone, in tanti cuori orfani che vedono in Natuzza una figura carismatica».

La Congregazione della Causa dei Santi il 17 ottobre scorso ha concesso il Nulla osta per l’apertura della causa. Ora il tribunale d’inchiesta diocesano, costituito il 13 dicembre 2018, ha il compito di istruire una formale inchiesta sulla vita, le virtù e la fama di santità della Serva di Dio. Nell’editto mamma Natuzza viene descritta come «mamma esemplare di cinque figli» innamorata del «Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria, oltre che per i poveri e i bisognosi», che ha saputo accettare «la sofferenza eroica sul modello del Crocifisso» con fede incrollabile e obbedienza alla Chiesa.

Al termine della Messa il ringraziamento di Antonio Nicolace, uno dei figli di Natuzza Evolo, verso monsignor Luigi Renzo: «La mamma le starà accanto dal cielo, vada avanti con coraggio».

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