La Polonia è sotto shock. Colpita nel cuore di una delle sue città più amate e visitate dai turisti. A Cracovia, nella famosa e sempre affollata Rynek Glowny, la piazza del Mercato, punto centrale della città, sulla quale domina la maestosa Basilica di San Maria, in pieno pomeriggio un uomo alla guida di un’auto ha sparato sulla folla. Il bilancio è tragico: sei persone sono rimaste uccise e 15 ferite.

«L'aggressore è stato colpito da colpi d'arma da fuoco sparati dagli agenti di polizia ed è attualmente trasportato in ospedale», ha riferito la polizia. Il sospettato ha 25 anni, ha raggiunto la piazza principale della città a bordo di una Subaru nera senza targa, aprendo il fuoco indiscriminatamente sui passanti con un fucile semiautomatico AR-15. Indossava una divisa mimetica militare. I motivi del terribile attacco restano ancora sconosciuti. Secondo le prime informazioni, l’attentatore è di nazionalità polacca ed ha agito da solo.

Il premier polacco Donald Tusk si è recato subito a Cracovia. Intanto messaggi di vicinanza e cordoglio sono arrivati da vari Paesi. «Non può esserci giustificazione per questo attacco, e confidiamo che il colpevole affronti la giustizia», ha scritto su X il presidente ucraino Zelensky. «Desideriamo forza e una rapida guarigione ai feriti e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia. L’Ucraina è solidale con la Polonia e il popolo polacco. Le persone hanno diritto alla sicurezza». Su X il ministero degli Esteri italiano ha scritto che con l’Ambasciata d’Italia a Varsavia si è attivato a seguito della sparatoria. «La tragica perdita di vite umane nella sparatoria a Cracovia è una tragedia che sarà sentita ben oltre la Polonia. Ho trasmesso le mie più sentite condoglianze a Radosław Sikorski. I miei pensieri sono con le vittime e le loro famiglie e i primi soccorritori. La forza della Polonia risiede nella resilienza del suo popolo. In questo momento di lutto, la Polonia non è sola», è il messaggio su X dell'alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza Kaja Kallas.

La Chiesa polacca si è stretta intorno alle vittime, ai feriti e alle famiglie colpite: l'arcivescovo Tadeusz Wojda, presidente della Conferenza episcopale, in un messaggio ha espresso il suo dolore e la sua vicinanza alle persone colpite: «Sono profondamente sconvolto da quanto accaduto a Cracovia. Non conosciamo ancora le ragioni o le motivazioni di un atto così crudele. Tuttavia, ne conosciamo già le tragiche conseguenze. È difficile credere che scene così drammatiche si siano potute svolgere nel cuore di Cracovia, proprio accanto alla Basilica di Santa Maria, un luogo che per tante persone rappresenta uno spazio per passeggiare e rilassarsi».

«Ciò che è accaduto è terribile! La violenza, l'aggressività e l'odio ci hanno colpito ancora una volta, in un modo che supera ogni limite», ha affermato il cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, in un messaggio pubblicato sul sito dell'arcidiocesi. «Non vogliamo, non possiamo e non siamo capaci di rimanere indifferenti in un momento come questo. Vogliamo, abbiamo bisogno e dobbiamo restare uniti». Il Cardinale ha invitato i fedeli a riunirsi nella Basilica di Santa Maria domenica 8, alle 16, per una celebrazione eucaristica in suffragio delle vittime e per la guarigione dei feriti.