Si comincia: il 6 febbraio 2026 a partire dalle ore 20 si aprono ufficialmente i Giochi olimpici di Milano Cortina, a San Siro a Milano, a Livigno e a Cortina, nella prima cerimonia d’apertura diffusa della storia. Ecco come seguirla senza perdersi i momenti importanti

IN TV DOVE E COME

La Cerimonia d’apertura è in diretta su Raiuno il 6 febbraio 2026 dalle 19.50. Stesso programma su Eurosport/discovery+/Hbo in abbonamento. Tutti canali olimpici per seguire i Giochi, cui si unisce Raisport HD (Digitale terrestre canale 58).

Dal giorno dopo la rete olimpica Rai sarà Rai 2 che alternandosi con Raisport HD farà il possibile per tenere il passo delle cose importanti mostrando il più possibile delle gare italiane e adeguando il palinsesto alle cose che accadono. Il motivo per cui è difficile sapere in anticipo quali gare verranno seguite è dovuto alla necessità di adattare le dirette alle cose che avvengono. Non si può sempre sapere in anticipo quali saranno gli eventi più importanti per il pubblico italiano, toccherà alla Tv adattarsi ai Giochi. Il consiglio è controllare il programma giorno per giorno. Chi possiede un abbonamento a Eurosport/Discovery+/Hbo potrà costruirsi il proprio palinsesto.

2022 Beijing Olympics - Closing Ceremony - National Stadium, Beijing, China - February 20, 2022. Performers are seen during the closing ceremony. REUTERS/Susana Vera TPX IMAGES OF THE DAY
2022 Beijing Olympics - Closing Ceremony - National Stadium, Beijing, China - February 20, 2022. Performers are seen during the closing ceremony. REUTERS/Susana Vera TPX IMAGES OF THE DAY
Il passaggio di consegne con il logo di Milano Cortina 2026 nella Cerimonia di chiusura di Pechino 2022. (REUTERS)

LA CERIMONIA

La cerimonia di Milano Cortina 2026 è iniziata formalmente in Cina il 20 febbraio 2022 in uno dei passaggi finali della cerimonia di chiusura di Pechino 2022, quando sono salite sui pennoni tre bandiere: quella della Grecia a destra, quella della Cina al centro e quella dell’Italia a sinistra. Poco dopo l’allora predente del Cio, Thomas Bach, ha consegnato la bandiera olimpica, cinque cerchi colorati e inanellati in campo bianco, appena scesa dal pennone e restituita dal sindaco di Pechino al Sindaco di Milano, Beppe Sala e all’allora sindaco di Cortina Giampietro Ghedina (oggi è Gianluca Lorenzi). Da allora a Milano la bandiera è custodita a Palazzo Marino, e dall’8 luglio 2022 è rimasta esposta nella sala dell’Orologio.

Il 6 febbraio 2026 salirà sul pennone allo Stadio San Siro e al termine della chiusura, il 22 febbraio, con la cerimonia già descritta sarà consegnata all’autorità locale che rappresenterà l’edizione 2030 assegnata alle Alpi Francesi.

Milano Cortina 2026 Winter Olympics - Truce Mural inauguration and signing - Milano Olympic Village, Milan, Italy - February 2, 2026 IOC President Kirsty Coventry poses for a photo with former president of the Italian National Olympic Committee Giovanni Malago at the Inauguration of the Olympic Truce Mural with the IOC EB and the IOC Athletes' Commission Pool via REUTERS/Andreas Rentz
Milano Cortina 2026 Winter Olympics - Truce Mural inauguration and signing - Milano Olympic Village, Milan, Italy - February 2, 2026 IOC President Kirsty Coventry poses for a photo with former president of the Italian National Olympic Committee Giovanni Malago at the Inauguration of the Olympic Truce Mural with the IOC EB and the IOC Athletes' Commission Pool via REUTERS/Andreas Rentz
Giovanni Malagò e Kirsty Coventry firmano il muro della Tregua olimpica del villaggio Olimpico di Milano Cortina (REUTERS)

IL PROTOCOLLO “DUPLICATO”

Come tutte le cerimonie ufficiali, anche la cerimonia d’apertura olimpica è scandita al di là dello spettacolo che cerca di dare al mondo l’immagine che il Comitato organizzatore e i creativi prescelti scelgono di dare al Paese ospitante, è fatta di un rigido cerimoniale e di momenti protocollari, che si alternano alla fase artistica più scenografica. Tutte le cerimonie olimpiche sono regolate dall’articolo 69 della Carta olimpica, la Costituzione del movimento olimpico internazionale. A Milano Cortina 2026 per la prima volta nella storia le parti protocollari saranno duplicate a Milano e a Cortina in contemporanea.

Presidenza della Repubblica
Presidenza della Repubblica
Sergio Mattarella con gli atletI in visita al villaggio olimpico di Milano (ANSA)

L’INGRESSO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

La Cerimonia di Milano Cortina si apre, dopo una introduzione artistica, con l’ingresso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto capo dello Stato del Paese ospitante, accompagnato dalla Presidente del Comitato olimpico internazionale (CIO, in inglese IOC), l’ex nuotatrice sudafricana Kirsty Coventry e del Presidente di Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, che guida il Comitato organizzatore dei Giochi. La bandiera olimpica sarà portata nello stadio da prescelti con il chiaro intento di dare un messaggio universale di pace e inclusione.

epa09774125 Milan Mayor Giuseppe Sala and his Cortina d’Ampezzo counterpart Gianpietro Ghedina wave the Olympic Flag next to International Olympic Committee (IOC) President Thomas Bach (L) during the Closing Ceremony for the Beijing 2022 Olympic Games at the National Stadium, also known as Bird's Nest, in Beijing China, 20 February 2022. EPA/ROMAN PILIPEY
epa09774125 Milan Mayor Giuseppe Sala and his Cortina d’Ampezzo counterpart Gianpietro Ghedina wave the Olympic Flag next to International Olympic Committee (IOC) President Thomas Bach (L) during the Closing Ceremony for the Beijing 2022 Olympic Games at the National Stadium, also known as Bird's Nest, in Beijing China, 20 February 2022. EPA/ROMAN PILIPEY
La bandiera olimpica consegnata a Milano e Cortina durante la chiusura di Pechino 2022. (EPA)

CHI SONO PORTABANDIERA OLIMPICI

«I portabandiera» del vessillo olimpico, cinque cerchi colorati simbolo dei continenti in campo bianco – da non confondersi con gli alfieri che portano la bandiera italiana – sono stati scelti, spiega Fondazione Milano Cortina per andare oltre lo sport, e «attraverso percorsi di vita segnati da impegno civile, resilienza, inclusione e responsabilità globale, in grado di ispirare gli spettatori di ogni parte del pianeta».

A Milano porteranno la bandiera: Tadatoshi Akiba (Giappone) sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011, distintosi per l’impegno globale a favore del disarmo nucleare, membro dei Mayors for Peace; Rebeca Andrade (Brasile), ginnasta, l’atleta Olimpica più premiata nella storia del suo Paese, impegnata a favore dei diritti delle donne. Maryam Bukar Hassan (Nigeria), UN Global Peace Advocate nel luglio 2025. Artista e poetessa di fama internazionale, impegnata nella promozione della parità di genere e nella costruzione di una pace più inclusiva e duratura. Nicolò Govoni (Italia), scrittore e attivista, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2020 e nel 2023 per il suo impegno nella protezione dei minori rifugiati. Presidente di Still I Rise, organizzazione umanitaria dedicata a contrastare la crisi globale dell’educazione. Filippo Grandi (Italia) Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025, Vicepresidente della Olympic Refuge Foundation. Eliud Kipchoge (Kenya), nel 2019 primo uomo al mondo a correre la maratona sotto le due ore, simbolo globale di eccellenza, disciplina e perseveranza. Ambasciatore di Buona Volontà UNESCO per Sport, Integrità e Valori. Cindy Ngamba, pugile della squadra olimpica dei rifugiati. Prima atleta del Refugee Olympic Team a conquistare una medaglia Olimpica (bronzo a Parigi 2024). Pita Taufatofua (Tonga) primo atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018), noto per il suo impegno umanitario nel soccorso in situazioni di calamità. A portare la bandiera Olimpica a Cortina: Franco Nones e Martina Valcepina, nazionale italiana di short-trak, Fiamme Oro, avrebbe dovuto essere in gara, ma a causa di una doppia frattura pochi giorni fa ha dovuto rinunciare.

Ad alzare la bandiera Corazzieri, il corpo parte dell’Arma che serve al Quirinale, in uniforme di gala a Milano e da tre carabiniere a Cortina. Non appena le autorità prendono posto in tribuna si alza la bandiera italiana sul pennone accompagnata dall’inno del Paese ospitante.

ANSA/ANGELO CARCONI
ANSA/ANGELO CARCONI
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con gli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Amos Mosaner e Federica Brignone, e gli Alfieri della squadra paralimpica, Rene’ De Silvestro e Chiara Mazzel, durante la cerimonia di consegna della Bandiera al Quirinale (ANSA)

LA SFILATA DEI PARTECIPANTI, COME FUNZIONA

Parte integrante della cerimonia è la sfilata dei Paesi partecipanti ai Giochi e degli atleti in gara nelle varie discipline, guidati dal portabandiera (alfiere), che nelle edizioni più recenti sono diventati due: un uomo e una donna. Nel caso di Milano Cortina 2026, per la prima volta sono quattro, anzi due coppie, una a Milano e una a Cortina.

La prima a sfilare è la Grecia, considerata madre patria dei Giochi Olimpici, seguono le altre delegazioni in rigoroso ordine alfabetico, precedute dai portabandiera e da un cartiglio con il nome della nazione ospitante. A Milano Cortina 2026 sono presenti 102 Paesi. Penultima a sfilare è la Nazionale del Paese che ospita l’Olimpiade successiva, in questo caso la Francia dato che il 2030 è stato assegnato alle Alpi francesi. Ultima a sfilare in questo caso l’Italia, perché la passerella finale spetta al Paese ospitante, preceduto dai suoi alfieri: Arianna Fontana (short track) e Federico Pellegrino (sci di fondo) a Milano, Federica Brignone (sci alpino) e Amos Mosaner (curling) a Cortina.

DISCORSI UFFICIALI E DICHIARAZIONE DI APERTURA

Dopo la sfilata, il Presidente del Comitato Organizzatore locale, in questo caso Giovanni Malagò, e il Presidente del Cio, a Milano Kirsty Coventry, tengono brevi discorsi (massimo 3 minuti) di benvenuto agli atleti e agli spettatori della cerimonia. Subito dopo il Capo dello Stato, nel nostro caso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dichiara aperti i Giochi con la seguente formula: «Dichiaro aperti i XXV Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026»

LA FIAMMA OLIMPICA

Il momento più simbolico della Cerimonia di apertura, che precede immediatamente l’attimo più atteso e creativo, è l’arrivo della fiamma olimpica all'interno dello stadio principale dei Giochi olimpici e l’accensione del braciere o tripode, di cui è responsabile il comitato organizzatore, che ha il compito di scegliere gli ultimi tedofori. Si tratta dell’evento più atteso perché è quello in cui si cerca ogni volta la trovata più spettacolare ed emozionante, capace di farsi ricordare nel tempo. La sfida sempre più difficile all’epoca dei social è mantenerlo segreto fino all’ultimo.

Questa volta i bracieri, ispirati ai “nodi di Leonardo” che si accendono sono due: uno a Milano, fuori dallo stadio, all’Arco della pace, luogo simbolicamente scelto per mandare un messaggio contro i conflitti e uno nella piazza principale di Cortina. La forma dei bracieri per la prima volta è stata svelata in anticipo per la necessità di aprire un cantiere in un luogo pubblico per allestirli.

La fiamma ai Giochi invernali è apparsa per la prima volta a Garmisch-Partenkirchensch 1936, mentre la staffetta dei tedofori è stata introdotta nel 1952. Ma inizialmente è stata una fiamma nordica, più che olimpica perché non arrivava da Olimpia, la prima è stata accesa in Norvegia, quella di Cortina 1956 a Roma, solo successivamente anche per i Giochi invernali è stato introdotto lo stesso rituale estivo, con la fiamma accesa a Olimpia e tenuta sempre viva.

Giochi di luce sul braciere olimpico Milano Cortina 2026 all'Arco della Pace, Milano, 30 gennaio 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO
Giochi di luce sul braciere olimpico Milano Cortina 2026 all'Arco della Pace, Milano, 30 gennaio 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO
Giochi di luce sul braciere olimpico Milano Cortina 2026 all'Arco della Pace, Milano, 30 gennaio 2026. (ANSA)

LE COLOMBE DELLA PACE

Da Anversa 1920, dopo che la Prima Guerra mondiale aveva cancellato i Giochi di Berlino 1916, è in uso il rituale di librare in volo dei colombi in segno di pace. Il rituale, che prima precedeva il momento dell’accensione, è stato spostato, a seguito di un incidente accaduto ai colombi posatisi sul braciere poi acceso a Seoul 1988.

IL GIURAMENTO OLIMPICO

Ad Anversa è nato anche il giuramento olimpico, scritto dal Barone Pierre de Coubertin inventore dei Giochi moderni, pronunciato sulla bandiera perdendo ovviamente le connotazioni religioso rituali che aveva nei Giochi dell’antica Grecia in cui l’Olimpiade non era solo fenomeno agonistico ma anche religioso, antropologico, trattandosi di Giochi sacri.

Inizialmente ai Giochi moderni giuravano solo gli atleti, uno a nome di tutti, poi dal 1972 anche i giudici di gara e dal 2016 anche gli allenatori. Dai Giochi invernali di PyeongChang 2018 il giuramento delle tre categorie è stato unificato in questa formula, che il rappresentante di atleti, giudici e allenatori leggono una riga ciascuno : «A nome di tutti gli atleti, A nome di tutti i giudici, A nome di tutti gli allenatori e gli altri membri dell'entourage degli atleti», per poi cedere la parola all’atleta che prosegue per tutti: «Promettiamo di prendere parte a questi Giochi Olimpici rispettando le regole e nello spirito del fair play. Ci impegniamo a praticare lo sport senza doping e imbrogli, per la gloria dello sport, per l'onore delle nostre squadre ed in rispetto dei Principi Fondamentali dell'Olimpismo». Tradizione vuole che il compito tocchi a un atleta del Paese ospitante.

ARTE E SPETTACOLO IN ARMONIA

La parte artistica della Cerimonia di Milano Cortina è diretta da Marco Balich, che ha già diretto nella carriera 16 Cerimonie olimpiche tra aperture e chiusure a partire dal 2002 insignito del Compasso d’oro. Si conoscono già alcuni ospiti: tra loro dalla musica pop Mariah Caray, che canterà in italiano, Laura Pausini, Andrea Bocelli, il rapper Ghali (che ha già fatto discutere), dal cinema Francesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilda De Angelis, dalla musica lirica Cecilia Bartoli. A fare da filo conduttore il concetto dell’armonia.

IL SIGNIFICATO

La parte artistica è quella in cui il Paese ospitante dà di sé una immagine al mondo, una immagine che è l’espressione artistica dei valori che il comitato organizzatore vuole esprimere e che non coincidono necessariamente con quelli dei Governi, non solo per l’indipendenza dello sport anche formalmente richiesta, ma perché sarebbe complicato compiacere anche volendo, perché una organizzazione olimpica dura otto anni e coinvolge amministrazioni locali diverse, di differenti colori, che cambiano nel tempo e quindi riflette un sentimento comune ma non la politica di qualcuno, anche se ovviamente la storia ricorda momenti bui in cui i Giochi sono stati usati per ragion di Stato, ma non sono stati i casi di Paesi democratici. Attualmente i rappresentanti dei Governi per la Carta olimpica possono solo sedere in tribuna e guardare la Cerimonia non avervi ruoli, non a caso a dichiarare i Giochi aperti è il Capo dello Stato, garante dell’unità nazionale e ruolo di garanzia. Non va dimenticato che la Cerimonia, che con 2,2 miliardi di telespettatori nel mondo e con molti capi di Stato presenti, è anche un luogo di diplomazia.