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Annunciata da tempo, il prossimo 15 ottobre sarà posata ufficialmente sulla Walk of Fame di Los Angeles la stella dedicata a Carlo Rambaldi, effettista e artista che ha legato il suo nome a numerose pellicole fantastiche, con creature rimaste nel cuore del pubblico, frutto di un grande lavoro artigianale, quando gli effetti digitali erano ancora di là da venire.


Come nasce una … “stella”
Ce ne sono oltre 2.800, non sempre di artisti imperdibili. Non è però Hollywood a decidere chi vi entra. Chiunque può proporre un nome: un agente, un fan club, un parente. A patto che il candidato abbia almeno cinque anni di carriera, una certa notorietà, e accetti di partecipare alla cerimonia. Poi c’è il costo, ottantacinquemila dollari, a carico, di solito, di chi promuove la candidatura: case di produzione, etichette discografiche, sponsor. La cifra serve per creare la stella (fatta di terrazzo rosa e ottone), installarla, organizzare l’evento, e finanziare la manutenzione di tutte le altre. Ci vogliono quattro giorni per crearne una. Nel caso di Rambaldi sono stati Il Ministero della Cultura e Cinecittà a sostenere la sua candidatura postuma. E Hollywood ha detto sì.
La carriera di Rambaldi
Nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda (Ferrara), figlio di un meccanico di biciclette, dopo il diploma di geometra frequentò l'Accademia di belle arti di Bologna. Iniziò a lavorare per manifesti, locandine e grandi murali. Incontro il mondo del cinema in modo del tutto casuale: incaricato dal cineoperatore Antonio Sturla, aveva girato alla foce del Po il documentario Pescatori di storioni. Per rendere più efficaci le riprese delle fasi di pesca, realizzò tre modellini semoventi di storioni. La resa cinematografica di questi modellini destò l'interesse della Aeffe Cinematografica del produttore napoletano Antonio Ferrigno, che aveva messo in cantiere una ambiziosa pellicola ispirata alla saga dei Nibelunghi e aveva bisogno di effettuare riprese di un drago in movimento. Così nel 1956 Rambaldi si recò per la prima volta a Cinecittà e realizzò il drago Fafner, lungo ben sedici metri, per il film Sigfrido. Da lì lavorò a numerosi film per registi quali Mario Monicelli, Marco Ferreri, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento, per il quale contribuì a realizzare gli effetti speciali di Profondo rosso nel 1975. Per la scena della vivisezione canina nel film Una lucertola con la pelle di donna (1971), il regista Lucio Fulci fu citato in tribunale per maltrattamento e crudeltà verso gli animali. Fulci sarebbe andato incontro ad una severa condanna penale, se Rambaldi non avesse fornito alla Corte i girati non montati e i fantocci dei cani utilizzati per le riprese.
Altra curiosità:. quando nel 1971 venne riaperta l'istruttoria sulle circostanze della morte di Giuseppe Pinelli, il magistrato inquirente dispose un esperimento giudiziale per ricostruire le modalità di caduta del corpo. Il manichino che riproduceva le caratteristiche del corpo di Pinelli venne progettato da Carlo Rambaldi.


Nel 1971 fu chiamato a realizzare il burattino per Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, che progettò con un funzionamento meccanico. Ci fu però una lunga controversia, per cui fu utilizzato un altro burattino, che Rambaldi considerò un plagio. Infine, Comencini ripiegò sull’alternanza tra un bambino vero, il giovane attore Andrea Balestri, e un burattino più semplice. Dei prototipi utilizzati nel film se n’è salvato solo uno, di proprietà della San Paolo, che fu tra i produttori del film.
La fama a Hollywood
L'incontro con la grande produzione cinematografica americana di Hollywood gli permetterà di affinare le sue abilità nella creazione di effetti speciali mediante l'utilizzo della meccatronica (effetti speciali ottenuti con l'unione di meccanica ed elettronica). x


Si aggiudicò ben tre Oscar per le creature dei seguenti film: King Kong di John Guillermin (1976), Alien di Ridley Scott (1979), E.T. l'extra-terrestre di Steven Spielberg (1982). Tra i numerosi altri film a cui ha collaborato vi sono anche Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), sempre di Spielberg, e Dune (1984) di David Lynch. È deceduto il 10 agosto 2012 all'età di 86 anni a Lamezia Terme.
Dopo la sua scomparsa, la figlia Daniela Rambaldi ha dato vita alla Fondazione Rambaldi, dove ha in progetto di realizzare in forma virtuale il sogno del padre di creare un parco divertimenti con le sue creature. Tra le finalità della Fondazione c’è il sostegno alle giovani generazioni a perseguire i propri sogni e a credere nell’immaginifico come veicolo per la realizzazione delle proprie capacità artistiche.






