Lo avevano accusato di strumentalizzare la cultura per farsi pubblicità e di usare persino il figlio di quattro anni, coinvolto nel videoclip. Quando Sfera Ebbasta aveva monopolizzato (a pagamento, ovviamente) il Cenacolo Vinciano, nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, per utilizzarlo come set del video del brano Lontano, pezzo apripista del nuovo album Purosangue, in uscita l’11 dicembre, aveva scatenato numerose polemiche e qualche timido apprezzamento per aver accostato un genere musicale e un personaggio così lontani dalla cultura “alta” a un capolavoro dell’arte e della fede cristiana come l’Ultima Cena di Leonardo.

Una delle sue risposte era stata che si trattava solo dello start di un progetto più ampio, che lo avrebbe visto in prima linea per avvicinare all’arte i ragazzi delle periferie e quelli con particolari difficoltà di salute. E così è stato.

La sinergia tra il rapper e il Museo del Cenacolo Vinciano ha generato tre aperture straordinarie. Si parte stasera, giovedì 5 novembre, con gli studenti dell’Istituto comprensivo Piazza Costa “Morandi” di Cinisello Balsamo, lo stesso frequentato da ragazzo da Sfera Ebbasta, al secolo Gionata Boschetti nato a Sesto San Giovanni i, 7 dicembre 1992. Domenica 8 novembre sarà poi la volta dei gruppi coinvolti nei progetti di inclusione sociale sostenuti dall’associazione “I Bambini delle Fate” (creata da Franco Antonello, padre di Andrea Antonello, giovane nello spettro autistico). A concludere l’iniziativa, venerdì 13 novembre, l’appuntamento riservato ai pazienti del reparto di Pediatria della Fondazione Ospedale Niguarda.

L'interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie con l'affresco del Cenacolo Vinnciano (Getty Images)

Sicuramente sfruttare la propria popolarità e ascendente tra i ragazzi per traghettarli, da testi come “Fumo solo con la gang gang (gang gang)
Sbuffo nuvole nel cielo, c'ho il nuovo giubbotto nero”, alla contemplazione di un capolavoro universale come il Cenacolo vinciano non può che essere salutato positivamente.

Milano,GQ Italia Photocall per il MEN OF THE YEAR PARTY a Palazzo Serbelloni. nella foto: Sfera Ebbasta
Milano,GQ Italia Photocall per il MEN OF THE YEAR PARTY a Palazzo Serbelloni. nella foto: Sfera Ebbasta
Milano,GQ Italia Photocall per il MEN OF THE YEAR PARTY a Palazzo Serbelloni.nella foto: Sfera Ebbasta (Fotostore)

Quello che la scuola a volte, non per mancanza di progetti, di volontà o di passione degli insegnanti, non riesce a fare, può essere possibile a un personaggio che si è conquistato la fiducia degli adolescenti. E se magari, in una normale visita didattica, un’esperienza del genere può essere vissuta con insofferenza e diventare anzi occasione di disturbo, se porta il marchio di un idolo “diversamente affrescato” come il trentatreenne ex ragazzo ribelle di periferia, può godere di un maggior appeal.

E quindi bene che, tra l’ostentazione di Rolex e catene d’oro, Sfera Ebbasta promuova anche l’arte. Ma ci sono almeno due “ma”...

Queste iniziative spot, nel senso sia pubblicitario del termine sia perché non strutturate nel tempo e a macchia di leopardo, incidono poco sul tessuto sociale, forse un po’ di più sull’immagine del rapper. E si corre il rischio che la fama del rapper oscuri il focus sull’opera d’arte. Secondo “ma”: la mossa di Sfera Ebbasta si conquista le prime pagine, tra consensi e dissensi, mentre iniziative analoghe, meno griffate, e ce ne sono state diverse, alcune sono ancora in atto, molto ben strutturate e che nel tempo hanno coinvolto un gran numero di ragazzi, rimangono invisibili.

Quindi, raccogliendo la provocazione del rapper, diamo anche noi un po’ di visibilità ad alcuni di questi progetti sul territorio milanese, nati proprio per avvicinare all’arte i ragazzi delle periferie o che vivono in contesti di disagio sociale, consapevoli che ce ne sono molti altri, e che vi invitiamo ad andare a scoprire nei vostri quartieri, e anche in altre città.

Ragazzi di San Siro coinvolti nel progetto Respect – Progetti interculturali e arte nello spazio pubblico

Respect – Progetti interculturali e arte nello spazio pubblico: promosso all’interno del quartiere San Siro, coinvolge minori dai 5 ai 16 anni in laboratori di muralismo e rigenerazione urbana per trasmettere valori di inclusività e rispetto.

M.A.N.I. (Milano Arte Natura Inclusione): curato dalla Fondazione Arrigo e Pia Pini, unisce l’arte urbana e l’inclusione sociale nelle aree periferiche.

Progetto CresciAMO con l’Arte: sviluppato da Children in Crisis Italy, offriva laboratori e percorsi formativi per stimolare la creatività e avvicinare all’arte i bambini dai 6 ai 12 anni in situazioni di disagio o residenti in periferie come Gratosoglio.

E che non sia l’occasione per andare anche in famiglia alla scoperta dei tanti tesori dell’arte delle nostre città o piccoli comuni, come alternativa ai centri commerciali?