Ho visto l’inserto sull’emergenza umanitaria a Goma (Congo) su FC e ho fatto una piccola donazione. Si parla di Kasoki, madre di sei figli (foto sotto). Probabilmente se fossero di meno, il problema sarebbe meno grave. In un secolo la popolazione africana è aumentata di otto volte. Inoltre, i consumi individuali sono nel frattempo cresciuti. E la povertà spinge all’emigrazione, con tutti i problemi conseguenti. Eppure, c’è chi, come la Chiesa cattolica, si oppone ottusamente ad ogni metodo di controllo delle nascite…

Renzo Formento

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Una crescita demografica molto rapida ci interroga sulla disponibilità di risorse, sulla salute dell’ambiente e sulle reali possibilità di sviluppo di un Paese. Ma sarebbe ingiusto concludere che la povertà di Kasoki dipenda dai suoi sei figli. A Goma pesano soprattutto guerra, violenze, sfollamenti e mancanza di servizi. E spesso vale il contrario: non è soltanto l’alta natalità a generare povertà, è la povertà a favorire famiglie numerose (come era da noi decenni fa).

Non direi, poi, che la Chiesa si opponga “ottusamente” al controllo delle nascite. In Africa è impegnata con migliaia di scuole, ospedali, consultori e comunità e, quindi, anche nell’educazione all’affettività dei giovani. E da decenni insiste su una genitorialità responsabile: mettere al mondo un figlio non può essere un fatto lasciato al caso, ma una scelta che tenga conto anche delle condizioni economiche, sociali e familiari. Su alcuni mezzi per regolare le nascite la Chiesa mantiene, poi, una posizione morale precisa, che certamente può essere discussa: ma non predica affatto il “più figli possibile”. Ma i sei bambini di Kasoki oggi ci sono. Hanno bisogno di mangiare, curarsi, andare a scuola e poter costruire un futuro. La tua donazione serve proprio a questo. Ed è già una risposta concreta.