«La San Vincenzo è dei poveri e per i poveri. Il nostro è un servizio alla carità. Siamo convinti che la Carità non si eserciti per delega, ma che tutti siamo chiamati a viverla in una dimensione sia personale che comunitaria. Chi si avvicinerà alla nostra associazione ci troverà come i discepoli di Emmaus, con i cuori ardenti e i piedi in cammino». A dirlo, ricordando la ragione più profonda dell'impegno vincenziano, è Federico Violo neo presidente della Federazione Nazionale Italiana della Società di San Vincenzo De Paoli. Violo, docente di Storia Romana presso Unitre Valenza, succede alla presidente uscente Paola Da Ros.

Federico Violo e la Paola Da RosPaola Da Ros, presidente uscente
Federico Violo e la Paola Da RosPaola Da Ros, presidente uscente
Federico Violo e Paola Da Ros, presidente uscente

Con questi pensieri ha iniziato il mandato 2026-2032: «“Se vedi la carità, vedi la Trinità” scriveva sant'Agostino. L’Amore, e il servizio ai poveri e ai più fragili ne è un aspetto, ha sempre una dimensione comunitaria e ritengo che questo ci aiuti a ricordare che ogni persona trova la sua piena realizzazione, anche come singolo, solo in una dimensione comunitaria, l’“io” trova la sua piena espressione solo all'interno del “noi”, in una prospettiva di comunione e condivisione che supera le categorie a volte un po' artificiali dell'individualismo. Credo che la nostra società sia alla ricerca, a volte con maggiore o minore consapevolezza, di questo orizzonte di senso di cui anche noi vincenziani siamo chiamati a essere testimoni con le nostre opere».
La nuova giunta guidata da Viola s’insedia ponendo al centro le linee programmatiche raccolte nel documento La Buona Direzione. Camminare insieme, servire meglio, un piano che traccia la rotta per rispondere alle povertà del nostro Paese. La San Vincenzo De Paoli riafferma così la propria presenza anche “nel cuore del mondo”, esprimendo profonda preoccupazione per l'aumento delle spese militari a scapito delle politiche sociali, sanitarie ed educative. «Secondo l'insegnamento di papa Leone la ferita più urgente è quella della pace che non va pensata come un'idea astratta, ma vissuta e costruita a partire dalle comunità locali, dall'impegno quotidiano nelle relazioni personali e familiari disarmando la cultura della violenza e della prevaricazione». Prosegue ancora Violo: «Aggiungo che non ci può essere vera pace senza giustizia. Per questo il concetto di “società della cura” emerge come un'alternativa impellente all'attuale modello economico e di sviluppo basato sull'estrazione e lo sfruttamento delle risorse naturali, dei combustibili fossili e delle vite umane sottolineando il ruolo cruciale della cura delle persone e del pianeta». Un ragionamento quanto mai attuale: «Penso all'estate appena trascorsa, segnata da ondate di calore e siccità che hanno avuto pesanti effetti sulla salute in primo luogo di malati e anziani, ma hanno anche colpito il comparto agroalimentare e ridotto l'accesso all'acqua di intere comunità. Queste criticità, per certi versi anche nuove, hanno un impatto maggiore sulle famiglie in condizioni di fragilità e richiedono risposte adeguate e innovative».

I volontari al lavoro dopo l'alluvione in Emilia Romagna del 2023

Tra le priorità di servizio individuate per i prossimi anni, la povertà sanitaria (che nel 2024 ha visto quasi il 10% degli italiani rinunciare a curarsi), l'accompagnamento dei lavoratori davanti all'impatto dell'Intelligenza Artificiale, il supporto alle aree colpite dal calo demografico e la valorizzazione delle aree interne e dei borghi d'Italia, definiti dalla CEI come il vero «metabolismo dei nostri territori». La principale novità strutturale del mandato è l'istituzione del nuovo Settore nazionale “Progetti, Reti e Territori – Progetti Italia”. L’intento è impegnarsi, nei prossimi anni e in cooperazione con le Istituzioni e con gli altri operatori del settore, «per un volontariato che non abbia solo una natura riparativa e assistenziale, ma che sappia esprimere anche una capacità generativa e trasformativa della società», dice ancora Violo.
«La nostra buona direzione ha un volto preciso: quello delle persone che attendono ascolto, vicinanza, dignità e speranza. La direzione sarà davvero buona quando nessuno avrà bisogno di rimanere indietro perché qualcun altro possa avanzare. È guardando verso gli ultimi che ritroveremo anche la strada per tornare a camminare uniti». Avanti così, forti di quasi 200 anni di impegno e carità.

A Venezia i pacchi Società San Vincenzo De Paoli arrivano in gondola
A Venezia i pacchi Società San Vincenzo De Paoli arrivano in gondola
A Venezia i pacchi della San Vincenzo De Paoli arrivano in gondola