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Un uomo che da Palermo se ne è andato per seguire la carriera di attore dà il volto a un uomo che a Palermo ci è tornato per fare della sua città natale una terra di missione: Alessio Vassallo è Biagio Conte nel film Sul cammino di Francesco - La vita di Biagio Conte, diretto da Costanza Quatriglio e andato in onda in prima serata su Rai 1 domenica 11 ottobre (ora su Rai Play) e che rientra in una serie di eventi televisivi per gli 800 anni dalla morte di san Francesco.


Biagio Conte non era un francescano, non aveva preso i voti, ma, come il Poverello di Assisi, viveva con un saio in mezzo agli ultimi. È scomparso a 59 anni nel 2023, Famiglia Cristiana gli aveva dedicato una copertina quando, nel 2019, aveva intrapreso a piedi un cammino verso Strasburgo per sensibilizzare le istituzioni europee alla pace e all’accoglienza dei migranti.
Vassallo ha conosciuto Biagio Conte: «Avevo letto il libro di Giacomo Pilato, mi aveva così scosso che ho voluto andare a vedere una delle sue fraternità», racconta, «lui ancora non c’era. Iniziai a parlare con i suoi fratelli ultimi, poi lo vidi arrivare: il loro sguardo cambiò, come se fosse illuminato da una luce fortissima. E lì cominciò a nascere un desiderio, che in quel momento mi pareva assurdo e lontano, di poter un giorno interpretarlo». Dopo vent’anni di carriera, ruoli molto diversi tra loro, dal poliziotto Mimì Augello ne Il giovane Montalbano al campione di scherma Paolo Pizzo in La stoccata vincente, ecco che arriva la proposta di “diventare” un uomo in odore di santità. «Per me è stato un regalo da parte della Rai e della produzione, ma prima di tutto della vita, perché ho sentito la grande responsabilità di dare volto e corpo a un uomo che aveva tutto, una famiglia benestante, la bellezza, ma cercava altro. È andato via di casa senza far sapere nulla della sua destinazione, tanto che i genitori si rivolsero a Chi l’ha visto? Per me lui rappresenta davvero la figura di Cristo, perché ha dato non solo il suo tempo, le sue energie agli altri, partendo dai senza fissa dimora della stazione di Palermo, ma addirittura il suo corpo».


Nel film vengono raccontati due episodi in cui Biagio Conte, per ottenere dal Comune di Palermo la possibilità di destinare a case di accoglienza alcune strutture abbandonate, fece lunghi ed estenuanti scioperi della fame mettendo a repentaglio la sua salute. «Non solo», continua Vassallo, «stava con i poveri anche di notte, dormendo a terra, e questo lo portò a una grave disabilità che lo costrinse su una sedia a rotelle. Nel film non viene raccontato, ma dopo un pellegrinaggio a Lourdes, fatto non per chiedere una grazia per sé, ma per accompagnare altri malati, riprese l’uso delle gambe».


Per prepararsi al ruolo Alessio è tornato in una delle case della Missione di Speranza e Carità: «Qui la distanza si annulla totalmente tra chi aiuta e chi viene aiutato. Ma per accogliere l’esempio di Biagio Conte non per forza bisogna andare a dormire, come faceva lui, in stazione. Semplicemente», spiega, «quando qualcuno ci chiede l’elemosina o qualcuno è in difficoltà, invece di limitarci a lasciare una moneta possiamo guardarlo negli occhi, interessarci a lui, chiedergli come sta. Ecco, quello potrebbe essere un buon punto di partenza.La responsabilità la sento, perché Biagio Conte veramente rappresenta la Sicilia intera, è molto sentito da noi. È anche per questo che mi auguro che i giovani possano vedere questo film. Ma, ripeto, non perché si possa emularlo, ma perché il suo esempio può veramente accendere una piccola fiammella dentro di noi, farci dire: “Devo iniziare a guardare gli altri e non solo la mia immagine in un selfie”».
Nel film si vede poco ma Biagio Conte era molto attento all’accoglienza dei migranti: «La Sicilia, per collocazione geografica, è un grande porto per i migranti», continua Vassallo, «ma l’intero mondo dovrebbe essere un porto. Tanti di noi migrano, io stesso l’ho fatto a 19 anni per andare a Roma e inseguire la mia carriera di attore frequentando l'Accademia nazionale d'arte drammatica "Silvio D'Amico". Accogliere è fondamentale: gli altri, ma anche sé stessi, con le proprie fragilità, idiosincrasie, rotture. E oggi, più che mai, la voce di Biagio Conte sarebbe importante».
C’è un prima e un dopo nella vita spirituale di Vassallo: «Il messaggio di Biagio Conte mi ha scosso profondamente e ha ridato slancio alla mia fede», racconta l’attore, «l’avevo smarrita per tanti motivi, ci sono stati periodi molto bui nella mia vita. Ma questo film mi ha riportato a tornare la domenica a Messa, a sentire di nuovo quanto è bello avere una spiritualità e avere il Signore. E con mia moglie Ginevra ci siamo ripromessi di rinnovare le nostre nozze, ma stavolta in chiesa. E troverò il tempo, tra un set e l’altro, anche di fare il catechismo necessario per il sacramento della Cresima».







