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Un milione di italiani è oggi in cura presso i servizi di salute mentale, contro gli 850 mila del 2024. Un aumento che racconta una domanda di assistenza sempre più forte e che coinvolge in particolare giovani, anziani e donne. A lanciare l’allarme è la Società italiana di psichiatria (Sip).
Nel 2024 gli utenti assistiti dai servizi specialistici sono stati 845.516, con oltre 10 milioni di prestazioni erogate. Sono stati inoltre 636.113 gli accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici, pari al 3,3% del totale, e 4.586 i trattamenti sanitari obbligatori.
A preoccupare è soprattutto la capacità del sistema di rispondere a una domanda cresciuta, secondo la Sip, del 10-15% negli ultimi cinque anni, quelli successivi alla pandemia. Gli operatori delle Unità psichiatriche pubbliche sono 33.142, ma ne servirebbero almeno il 30-40% in più. Anche le risorse restano limitate: alla salute mentale viene destinato appena il 3% del Fondo sanitario, contro il 10% della Francia, il 12% della Germania e il 15% dei Paesi scandinavi.
E proprio i giovani rappresentano una delle aree più critiche poiché dolescenti e giovani spesso sfuggono alla presa in carico. Per questo, sottolinea, è necessario rafforzare prevenzione e intercettazione precoce dei disturbi, soprattutto nella fase delicata di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Una fase nella quale riconoscere tempestivamente un disagio può diventare decisivo per evitare che si trasformi in una condizione più difficile da affrontare.
A rendere il quadro ancora più complesso sono le forti differenze territoriali. La media nazionale è di 171,9 utenti presi in carico ogni 10 mila abitanti, ma in Emilia-Romagna si arriva a 234,8 e nella Provincia di Bolzano a oltre 327. In altre regioni, invece, persistono carenze di personale e dotazioni: in alcune aree di Marche, Abruzzo, Molise e Calabria si scende fino a 40 operatori ogni 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 66,2.
La salute mentale riguarda il 15-20% della popolazione nel corso della vita, ma la risposta dei servizi rimane disomogenea. La proposta della SIP è quindi di istituire una conferenza permanente delle Regioni per monitorare bisogni e servizi e ridurre le differenze territoriali. Intanto cresce anche la richiesta di psicoterapia, mentre l'accesso alle terapie più innovative non è ancora uniforme in tutto il Paese.




