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Papa Leone incontra Maria Corina Machado
Le uniche notizie trapelano da parte dell’attivista e Premio Nobel per la pace Maria Corina Machado. Al centro dell’incontro a sorpresa con papa Leone soprattutto la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti in Venezuela. Da parte vaticana solo la diffusione di alcune foto. «Il nostro lavoro principalmente non è una cosa pubblica che dichiariamo per le strade, è un po’ “dietro le quinte”», aveva detto il Pontefice di ritorno dal viaggio apostolico in Libano e Turchia a proposito della diplomazia vaticana. E, dietro le quinte, secondo quanto ha rilevato il Washington post, il Vaticano aveva cercato anche di intervenire nella situazione venezuelana convocando, alla vigilia di Natale, l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, Brian Burch. Nell’incontro il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, avrebbe cercato di capire fin dove si voleva spingere l’amministrazione americana, se nel mirino ci fossero solo i narcotrafficanti o se si puntava a un cambio di regime e avrebbe riferito che la Russia sarebbe stata pronta a dare asilo politico a Maduro. Il Vaticano ha risposto con una nota al giornale scrivendo che «è deludente che siano state divulgate parti di una conversazione riservata che non riflettono accuratamente il contenuto della conversazione stessa, avvenuta durante il periodo natalizio».
Il Papa, invece, pubblicamente, nell’Angelus del 4 gennaio ha ribadito: «Il bene dell'amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese». E ancora il 9 gennaio, nel corso dell’udienza al Corpo diplomatico ha chiesto, per il Venezuela, di impegnarsi per «ostruire una società fondata sulla giustizia, sulla verità, sulla libertà e sulla fraternità e così risollevarsi dalla grave crisi che affligge il Paese da molti anni» rispettando «la volontà del popolo venezuelano» e tutelando «i diritti umani e civili di ognuno» per edificare «un futuro di stabilità e di concordia».









