L’ultimo appuntamento di papa Leone in Uruguay, prima di partire alla volta dell’Argentina, seconda tappa del suo viaggio in America Latina, è stata la Santa Messa celebrata presso il Santuario nazionale mariano della Virgen de los Treinta y Tres, patrona dell'Uruguay, a Florida, nella piazza antistante la Cattedrale. Qui, ogni anno in questi giorni, si radunano migliaia di pellegrini per celebrare la festa della patrona, per riscoprire le radici della fede di questo Paese oggi secolarizzato.

Nell’omelia, interrotta più volte dagli applausi scroscianti della folla di fedeli che gremisce la piazza, il Papa ha ripreso le letture di oggi, domenica 8 novembre, spiegando il parallelismo tra due figure che hanno vissuto in epoche molto diverse: Giuditta, nel Vecchio Testamento, ed Elisabetta che accoglie Maria nella sua casa.

Il Pontefice ha rivolto il suo pensiero in particolare alle donne, alle madri, alle nonne, alle quali ha rivolto un ringraziamento. «Mentre Maria accompagnava la storia di questo popolo, in tante famiglie sono state altre donne a conservare la fede e a trasmetterla ai propri figli», ha detto Leone. «Penso alle madri che hanno messo sulle labbra dei propri bambini le prime parole di preghiera, che li hanno portati al Battesimo, che li hanno preparati a ricevere i Sacramenti e che hanno insegnato loro a vivere la carità cristiana».

«Penso alle nonne che hanno custodito un altare in casa, che hanno pregato per i vivi e per i defunti e che hanno reso Dio presente nelle cose ordinarie della vita». Il Papa ha proseguito ricordando che la tradizione della fede è spesso legata a nomi di donne: «Quando ci si chiede da dove provenga la fede che portiamo in noi, spesso emerge il nome di una donna speciale: una madre, una nonna, una madrina, una suora, una catechista». E ha detto: «A tutte queste donne vorrei oggi rivolgere un grazie. Grazie per aver creduto e per aver mantenuto aperto, in tante famiglie, un cammino verso Dio».

La folla di fedeli radunata nella piazza davanti alla Cattedrale di Florida per partecipare alla Santa Messa.
La folla di fedeli radunata nella piazza davanti alla Cattedrale di Florida per partecipare alla Santa Messa.

La folla di fedeli radunata nella piazza davanti alla Cattedrale di Florida per partecipare alla Santa Messa.

(REUTERS)

«Madri e nonne, non stancatevi mai di trasmettere la fede», è stata l’esortazione del Papa. «Predicate con la vita e con le parole. Insistete nella preghiera, nell’amore e nella speranza: insistete a tempo opportuno e inopportuno. Fatelo con pazienza, senza durezza e senza scoraggiarvi».

Il Pontefice si è poi rivolto agli uomini, ai padri e ai nonni: «I vostri figli e nipoti hanno bisogno di vedere che la fede occupa un posto concreto nella vita degli uomini della vostra famiglia. Prendete esempio da San Giuseppe, che si è assunto il compito di educare Gesù, portandolo al tempio, insegnandogli a lavorare onestamente e mostrandogli che Dio deve occupare il primo posto nella vita delle persone. Cari genitori e nonni, i giovani hanno bisogno di vedervi pregare, avvicinarvi ai Sacramenti, trattare con rispetto le vostre mogli, chiedere perdono e vivere con onestà anche quando ciò richiede sacrificio. Un figlio impara molto vedendo che suo padre sa inginocchiarsi davanti a Dio senza sentirsi per questo meno uomo».

Leone ha poi chiesto pregare per chi la responsabilità di governare il Paese, «affinché perseguano con rettitudine il bene di tutti; per le famiglie, per i giovani, per coloro che soffrono, per coloro che si sentono lontani da Dio e per coloro che hanno bisogno di tornare a Lui e cambiare vita».

E ancora un’esortazione: «Non possiamo aspettare sempre che chi si è allontanato torni da solo. Uruguay: bisogna mettersi in cammino! Bisogna rientrare nelle case, avvicinarsi alle persone, ascoltarne le domande e portare loro Cristo! Ognuno sa verso chi compiere tale passo: forse un figlio, un amico, un vicino, qualcuno che ha smesso di credere da molto tempo o che non ha mai avuto accanto una persona che gli parlasse di Dio. Possa la Regina del Cielo sostenere coloro che continuano a seminare la fede e insegnarci a riconoscere Cristo nel povero, nel malato e in chi è solo, per portarlo là dove ancora non è conosciuto».

Al termine della celebrazione, prima della recita della preghiera dell’Angelus, papa Leone ha voluto ringraziare il popolo uruguayano per la bella accoglienza ricevuta: «Mi avevano detto che anche se l’Uruguay è un Paese relativamente piccolo, il suo popolo ha un cuore molto generoso. Ed è un popolo capace di cose molte grandi. E ciò è stato evidente in questi giorni, perché avete preparato tutto molto bene. Grazie di cuore».